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Home - Erano pronti a colpire poche ore dopo la strage di San Marco, fermati due uomini

Erano pronti a colpire poche ore dopo la strage di San Marco, fermati due uomini

Di Redazione
27 Novembre 2017
in Cronaca
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Un commando armato pronto a commettere un agguato. Molti ricorderanno il blitz dei carabinieri dell’11 agosto scorso, due giorni dopo la strage di San Marco in Lamis. Ebbene, dopo gli arresti di quattro giovani, nelle scorse ore i carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giovanni Putignano, classe ’78 di Torremaggiore, e Angelo Bonsanto, classe ’89 di Lesina, per i reati di detenzione e porto abusivo illegali di armi da fuoco e ricettazione.

Le indagini, condotte dal citato Nucleo sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia, che, condividendo le risultanze investigative, ha chiesto e ottenuto il provvedimento al gip del Tribunale, hanno permesso di accertare la responsabilità in capo ai due arrestati per la detenzione e il porto abusivo di due pistole tipo revolver, una “Smith & Wesson” calibro 357 magnum, e una “Arminius” calibro 38 special, entrambe perfettamente funzionanti, con la matricola abrasa e complete di 6 cartucce ciascuna.

I due soggetti sono stati raggiunti dal provvedimento di custodia mentre erano ancora in carcere, in quanto arrestati a Torremaggiore, insieme ad altri due complici, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia lo scorso 11 agosto, a soli due giorni dalla tristemente nota strage della vecchia stazione di San Marco in Lamis, dove sono state brutalmente assassinate quattro persone.

In quell’occasione, a seguito di un’irruzione del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Foggia in un garage di Torremaggiore, Putignano, Bonsanto ed altri due soggetti, Nicola Paradiso, classe ’79 di Torremaggiore, operaio, pregiudicato e Tommaso Alessandro D’Angelo, classe ’85 di Foggia, nullafacente, quest’ultimo ritenuto “vicino” alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza di Foggia, erano stati trovati in possesso di un’auto e di uno scooter risultati rubati, di tre pistole cariche e pronte a fare fuoco, maschere, guanti e altri oggetti per il travisamento, e pertanto bloccati quando erano ormai pronti a partire per compiere un’azione di fuoco.

Proprio grazie ad ulteriori, approfonditi accertamenti, gli investigatori sono riusciti a mettere in relazione le due pistole – già all’epoca recuperate e sequestrate in due circostanze diverse – con Putignano e Bonsanto, accertando che i due ne avevano la piena disponibilità, nonostante fossero state abilmente celate in luoghi non direttamente riconducibili agli indagati.

In particolare una pistola era stata rinvenuta in un nascondiglio ricavato in un blocco di cemento posto a copertura di un torrente in una zona rurale di Torremaggiore. La seconda, invece, era stata lanciata dal finestrino dell’autovettura su cui viaggiavano i due indagati alla vista di uno dei numerosi posti di controllo attuati nell’area di San Severo e poi casualmente recuperata da un cittadino che l’aveva subito consegnata alla locale Stazione Carabinieri.

Sulle armi, di grosso calibro e quindi caratterizzate dalla forte potenza di fuoco, sono in corso gli accertamenti del RIS al fine di verificare se siano state utilizzate per la commissione di qualcuno dei recenti gravi fatti di sangue che hanno interessato la provincia. Si tratta di un altro importante risultato che dimostra ancora una volta la forza di fuoco e la spregiudicatezza della malavita foggiana, su cui però sempre di più si stanno stringendo le maglie della Giustizia.

Tags: Angelo BonsantoFoggiaGiovanni PutignanoSan Marco in LamisTorremaggiore
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