Oltre 650 persone alla grande tavolata, uno street fish molto partecipato e numerose attività locali coinvolte nella preparazione del prodotto ittico. Sono i numeri rivendicati dagli organizzatori di Ciambò, la manifestazione dedicata alla cultura marinara e alle eccellenze enogastronomiche di Manfredonia.
L’evento ha celebrato anche quest’anno la tradizionale “ciambotta” sipontina, piatto di pesce povero, affiancandola alla seppia e alle diverse interpretazioni del pescato proposte dai ristoratori. Un progetto che punta a diventare sempre più strutturato e a rappresentare l’identità della città attraverso il mare, la pesca e la ristorazione.
L’assessore alle Attività Produttive, Matteo Gentile ha annunciato la prossima costituzione dell’associazione dei ristoratori di Manfredonia, nata dalla collaborazione tra attività che negli anni hanno continuato a lavorare insieme. L’obiettivo è costruire una rete stabile e creare nuovi collegamenti tra ristoratori, pescatori, partner tecnici, Regione Puglia e Autorità di sistema portuale.
La risposta alle polemiche
Nel corso della serata è arrivata anche la replica alle critiche sollevate da esponenti dell’opposizione, secondo i quali Ciambò sarebbe una manifestazione elitaria, destinata a cerchie ristrette e poco aperta ai turisti.
Gentile ha riconosciuto che l’iniziativa può essere ulteriormente migliorata, ricordando però che si tratta di un progetto sperimentato per la prima volta lo scorso anno e oggi avviato verso una fase di consolidamento. È stata inoltre accolta positivamente la proposta di collegare Ciambò al turismo attraverso pacchetti dedicati, una possibilità sulla quale sarebbe già stato avviato un ragionamento.
Respinta, invece, la contrapposizione tra la cena con prenotazione e lo street fish. Secondo l’assessore non si tratterebbe di due ambienti separati per qualità o pubblico, ma di modi differenti di valorizzare lo stesso patrimonio gastronomico. Anche nell’area street food, infatti, sono state proposte eccellenze locali e diverse interpretazioni del prodotto ittico.
Presenze anche da Bari e dalla Bat
A curare la manifestazione è stato lo Studio 360 di Maurizio Altomare. “L’edizione 2026 – spiega – ha unito la cena sotto le stelle allo street food, coinvolgendo numerose attività locali e prevedendo anche spazi destinati ai bambini, con l’obiettivo di raggiungere pubblici e fasce d’età differenti”.
Alla manifestazione hanno partecipato anche diverse cantine pugliesi. Le prenotazioni sono arrivate non soltanto da Manfredonia, ma anche dal Barese e dalla provincia di Barletta-Andria-Trani. Un dato che, per gli organizzatori, dimostra la capacità dell’evento di richiamare visitatori da altri territori.
Il percorso, hanno spiegato i promotori, è appena iniziato. L’ambizione è trasformare Ciambò in un appuntamento riconoscibile, non banale e capace di intercettare un pubblico di qualità anche al di fuori dei confini cittadini, facendo della cultura marinara un elemento centrale dell’offerta turistica di Manfredonia.












