Dopo il devastante incendio che nei giorni scorsi ha interessato il territorio di Peschici, sul Gargano, arriva l’appello dell’Ordine dei Geologi della Puglia, che chiede un cambio di passo nella gestione del rischio incendi, puntando su prevenzione, pianificazione e manutenzione del territorio.
A intervenire è il presidente dell’Ordine, Giovanni Caputo, secondo cui sono necessarie “scelte tecniche e amministrative immediate per ridurre il rischio incendi e proteggere popolazione, costa e patrimonio naturale”.
Tra le priorità indicate dai geologi figura innanzitutto il rafforzamento della pianificazione territoriale nelle aree maggiormente esposte agli incendi, attraverso l’aggiornamento delle carte di suscettività e vulnerabilità.
L’Ordine propone inoltre la creazione e la manutenzione di fasce parafuoco, viali tagliafuoco e aree di discontinuità vegetazionale nei punti più sensibili, insieme a un monitoraggio costante del territorio mediante rilievi geologici, ambientali e meteorologici.
Secondo Caputo, è necessario anche potenziare il presidio forestale e introdurre una regolamentazione più rigorosa delle attività antropiche nelle aree peri-forestali durante le giornate caratterizzate da vento forte e siccità, condizioni che favoriscono la propagazione delle fiamme.
Tra le richieste avanzate vi è anche una maggiore integrazione tra Comuni, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Autorità di bacino e tecnici del territorio, con l’obiettivo di costruire una gestione unitaria del rischio.
Il presidente dell’Ordine dei Geologi richiama infine l’attenzione sugli effetti che gli incendi producono anche dopo lo spegnimento delle fiamme. “Occorre investire in prevenzione e manutenzione del territorio perché ogni rogo non produce soltanto danni ambientali immediati, ma anche erosione, instabilità dei versanti, perdita di suolo fertile e aumento del rischio idrogeologico nei mesi successivi”, sottolinea.
Per i geologi pugliesi, dunque, la tutela del territorio non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve passare da una strategia strutturale capace di ridurre la vulnerabilità delle aree più esposte e mitigare le conseguenze degli incendi sul patrimonio naturale e sulla sicurezza delle comunità.












