Garantire il diritto alla salute anche nei piccoli comuni italiani è la sfida lanciata il 15 luglio scorso a Castelluccio Valmaggiore, dove si è svolto l’incontro “Insieme per comunità più sane, solidali e sostenibili”, promosso da Assimefac – Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e di Comunità, presieduta da Leonida Iannantuoni.
Al centro del dibattito, il futuro della sanità territoriale e, in particolare, le criticità legate alle Case di Comunità previste dal PNRR. Il rischio evidenziato dagli esperti è che molte di queste strutture possano rimanere prive delle figure essenziali per garantire l’assistenza ai cittadini, a partire dai medici di medicina generale e dalla continuità assistenziale (ex guardia medica).
L’iniziativa ha rappresentato anche l’occasione per sottoscrivere un protocollo d’intesa tra Assimefac e il Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, presieduto da Virgilio Caivano, con il sostegno del Comune di Castelluccio Valmaggiore. L’accordo punta a rafforzare la medicina territoriale, favorire la formazione continua dei medici che operano nelle aree interne, sviluppare strumenti di telemedicina e promuovere progetti di ricerca sulla Rural Medicine, affinché i cittadini dei territori più periferici possano accedere a servizi sanitari moderni e di qualità.
“I piccoli comuni – ha dichiarato il sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Pasquale Marchese – non chiedono privilegi, ma pari diritti. Il diritto alla salute deve essere garantito ovunque, indipendentemente dal luogo in cui si vive. Per questo abbiamo voluto sostenere convintamente questo protocollo, che mette insieme istituzioni, comunità locali e professionisti della sanità per costruire risposte concrete ai bisogni delle aree interne. Castelluccio Valmaggiore vuole continuare a essere un luogo capace di promuovere idee e buone pratiche al servizio delle persone”.
Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti anche Concetta Soragnese, vicepresidente del Consiglio comunale di Foggia; Francesco Silba, assessore del Comune di Rocchetta Sant’Antonio e Lucilla Parisi, sindaca di Roseto Valfortore, che hanno portato il saluto delle rispettive comunità, ribadendo la necessità di rafforzare la collaborazione tra amministrazioni locali per garantire servizi essenziali ai cittadini delle aree interne. Il dott. Antonio Campanaro ha inoltre condiviso la propria esperienza nel campo della telemedicina maturata nei Paesi dell’Africa subsahariana, illustrando i risultati di progetti realizzati in collaborazione con alcuni dei più importanti ospedali italiani e sottolineando come l’innovazione tecnologica possa rappresentare uno strumento concreto per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure, soprattutto nei territori più periferici.
“La vera sfida – ha concluso Marchese – è fare in modo che gli investimenti previsti dal PNRR si traducano in servizi realmente funzionanti. Le strutture sono importanti, ma senza medici e senza personale rischiano di restare soltanto contenitori vuoti. Le aree interne possono tornare ad essere attrattive solo se ai cittadini vengono assicurati servizi efficienti, a partire dalla sanità”.













