La tregua è finita. Da oggi prende il via la terza grande ondata di calore dell’estate 2026, dopo quelle registrate tra maggio e giugno, e secondo le previsioni sarà anche la più lunga. In Puglia, dove nel fine settimana si attendono punte di 39 gradi, il caldo intenso accompagnerà il territorio almeno fino al 22-23 luglio, con un contesto meteorologico che rischia di mettere a dura prova cittadini, turisti e sistemi sanitari.
A rilanciare l’allarme è il Corriere della Sera, che raccoglie le analisi di meteorologi e climatologi internazionali concordi nel ritenere questa nuova fase particolarmente critica.
Puglia tra le regioni più calde
Le temperature torneranno rapidamente a salire in tutta Italia. Già domani la Pianura Padana raggiungerà i 38 gradi, con punte di 39 tra Emilia e Bassa Lombardia. Nel weekend toccherà anche alla Puglia, dove il termometro potrà arrivare fino a 39 gradi, mentre in Sardegna si prevedono addirittura 40 gradi.
Nel resto dell’Europa meridionale la situazione sarà ancora più estrema. In Portogallo e nel sud della Spagna sono attese punte fino a 43 gradi.
“Ogni ondata è peggiore della precedente”
Gli esperti spiegano che il cambiamento climatico sta aumentando sia la frequenza sia l’intensità delle ondate di calore.
La meteorologa Liz Bentley, amministratrice delegata della Royal Meteorological Society e docente all’Università di Reading, prevede addirittura un “annientamento” dei record registrati a giugno, sottolineando come gli estremi termici siano destinati a superare nettamente quelli già osservati nelle scorse settimane.
Secondo uno studio europeo coordinato dal Politecnico di Zurigo, il rischio di temperature eccezionali cresce quando si combinano diversi fattori: suoli particolarmente secchi, anomalie della temperatura degli oceani e il susseguirsi di più ondate di calore ravvicinate. In pratica, un episodio estremo aumenta la probabilità che quello successivo sia ancora più intenso.
Il Mediterraneo sempre più caldo alimenta l’emergenza
Determinante è anche il ruolo del Mar Mediterraneo. Durante la precedente ondata di giugno, le sue acque hanno registrato temperature comprese tra 3 e 10 gradi oltre la media climatica del periodo 1981-2010.
Secondo il fisico Roberto Buizza, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, questo ha impedito alle masse d’aria provenienti dall’Africa di raffreddarsi durante il loro percorso verso l’Europa, favorendo così il mantenimento di temperature eccezionalmente elevate.
Con mari e terreni ulteriormente riscaldati dalle settimane precedenti, le condizioni risultano oggi ancora più favorevoli allo sviluppo di una nuova e prolungata fase di caldo intenso.
Il vero pericolo sono le notti tropicali
Gli specialisti ricordano che il problema non è rappresentato soltanto dai picchi massimi raggiunti durante il giorno, ma soprattutto dalla durata dell’ondata di calore e dalle temperature notturne.
Quando il termometro non scende sotto i 24 gradi durante la notte, il corpo umano non riesce a recuperare lo stress termico accumulato nelle ore precedenti. Questo aumenta il rischio di colpi di calore, malattie correlate alle alte temperature e, nei soggetti più fragili, anche della mortalità.
Per questo motivo gli esperti raccomandano di trascorrere le ore più calde in ambienti climatizzati o, se non è possibile, di predisporre almeno uno spazio più fresco dove riposare durante la notte, così da consentire all’organismo di affrontare meglio le giornate successive.








