Sarà celebrato il prossimo 24 novembre davanti al Giudice di Pace di Foggia il processo a carico dell’ex presidente del Consiglio comunale di San Giovanni Rotondo, Pasquale Chindamo, imputato per lesioni ai danni del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Salvatore Biancofiore, in relazione ai fatti avvenuti durante una riunione della maggioranza il 27 marzo 2025. La citazione a giudizio è stata disposta dalla Procura di Foggia.
La richiesta del difensore di Biancofiore
Nelle scorse ore l’avvocato Michele Sodrio, subentrato nella difesa di Biancofiore, ha depositato una memoria alla procura chiedendo di revocare il decreto di citazione davanti al Giudice di Pace e di trasmettere il procedimento al Tribunale di Foggia, ritenendo che la qualificazione giuridica del fatto non sia corretta.
“Ho già richiesto alla procura di correggere l’imputazione e la competenza sul processo, perché i fatti sono obiettivamente molto più gravi di come ritenuti dal pubblico ministero e la competenza deve essere, come prevede la legge, del Tribunale e non del Giudice di Pace. Ora il mio impegno è che il processo si celebri davanti al giudice competente e sono certo che il dottor Biancofiore avrà la giustizia che merita, dopo un’aggressione brutale e insensata, che nulla ha a che fare con un confronto politico, anche duro e polemico, ma dove la violenza non dovrebbe essere ammessa”.

La ricostruzione dell’aggressione
Nella memoria depositata alla procura, il legale ricostruisce la dinamica dell’episodio sostenendo che, durante la riunione di maggioranza, Biancofiore sarebbe stato dapprima colpito con una bottiglia d’acqua, quindi con calci e pugni e, infine, con la base metallica di un microfono che gli sarebbe stata lanciata contro, provocandone la caduta. La difesa richiama inoltre i referti del Pronto soccorso e le dichiarazioni dei testimoni raccolte nel corso delle indagini per sostenere che l’utilizzo del microfono costituisca l’impiego di un corpo contundente idoneo a integrare l’aggravante prevista dall’articolo 585 del codice penale.
Secondo la memoria, la procura aveva inizialmente iscritto il procedimento nel registro ordinario dei reati, salvo poi ricondurlo tra quelli di competenza del Giudice di Pace. Una scelta che, per la difesa della persona offesa, non terrebbe conto della gravità della condotta contestata.
L’udienza fissata per il 24 novembre
Allo stato, il procedimento resta incardinato davanti al Giudice di Pace, con udienza fissata per il 24 novembre 2026. Sarà ora la procura a valutare l’istanza presentata dalla difesa di Biancofiore e l’eventuale richiesta di modifica dell’imputazione e della competenza.











