Si terrà oggi davanti al Tribunale amministrativo regionale l’udienza dedicata all’esame dei ricorsi presentati contro la Regione Puglia in merito al Piano triennale dei servizi (Pts), il documento che definisce la programmazione del trasporto pubblico locale sul territorio regionale.
A promuovere le azioni giudiziarie sono state le Province di Foggia e Taranto, insieme alle associazioni datoriali del settore Asstra, Anav e Agens, che contestano diversi aspetti della pianificazione approvata dalla precedente giunta regionale guidata da Michele Emiliano.
Le criticità contestate nel Piano regionale
Alla base dei ricorsi vi sono le numerose criticità evidenziate dagli enti e dagli operatori del settore. Gli stessi rappresentanti regionali, nel corso degli incontri istituzionali tenutisi con le Province pugliesi e con le associazioni datoriali, avrebbero riconosciuto la presenza di problematiche significative all’interno della pianificazione.
Secondo quanto emerso durante il confronto, il Piano triennale dei servizi sarebbe risultato non adeguato sotto diversi profili, in particolare per l’impossibilità di predisporre un corretto Piano economico finanziario. Una situazione che avrebbe reso necessaria una revisione complessiva dello strumento programmatorio.
Nel corso delle interlocuzioni si era inoltre ipotizzata la proroga degli attuali contratti di servizio, in conformità a quanto previsto dal regolamento europeo 1370/2007, in attesa della ridefinizione del Piano.
Il caso Ataf e la questione dell’in house
Tra gli aspetti più delicati figura anche la situazione dell’Ataf di Foggia. La revisione del Piano avrebbe dovuto consentire al Comune di Foggia di completare il percorso amministrativo necessario per il riconoscimento della società come soggetto “in house”.
Attualmente l’Ataf risulta inserita come società in house all’interno del Piano triennale dei servizi, nonostante, secondo quanto evidenziato dai ricorrenti, manchino ancora i pareri delle autorità competenti, tra cui Art, Autorità garante della concorrenza e del mercato e Anac.
La decisione passa ai giudici
Nonostante il tempo trascorso e le interlocuzioni avviate, non sarebbero stati adottati provvedimenti concreti tali da favorire il ritiro dei ricorsi ed evitare ulteriori costi per gli enti coinvolti.
La questione approda quindi davanti alla magistratura amministrativa, chiamata a pronunciarsi su una vicenda che continua ad avere rilevanti implicazioni politiche e gestionali.
La sentenza del Tar rappresenterà soltanto una tappa del percorso. Qualunque sarà l’esito, appare infatti probabile il ricorso al Consiglio di Stato da parte della parte soccombente, con il conseguente allungamento dei tempi per una definizione definitiva della controversia.
Verso la proroga dei contratti di servizio
Nel frattempo sembra ormai orientata verso una proroga la gestione degli attuali contratti di servizio, con i gestori chiamati a garantire la continuità del trasporto pubblico alle medesime condizioni economiche e operative attualmente in vigore.
Una soluzione transitoria che consentirebbe di evitare interruzioni del servizio in attesa della definizione del contenzioso e dell’eventuale revisione della pianificazione regionale.
La sfida della mobilità regionale
Il Piano triennale dei servizi rappresenta uno degli strumenti più importanti per la razionalizzazione del trasporto pubblico locale su gomma. L’obiettivo è costruire una rete efficiente, integrata con il sistema ferroviario e in grado di rispondere concretamente alle esigenze di mobilità dei cittadini.
Secondo gli operatori del settore, senza una pianificazione attenta e calibrata sui reali flussi di domanda sarà difficile raggiungere un sistema di trasporto pubblico competitivo ed efficace, capace di incentivare l’utilizzo dei mezzi collettivi e ridurre la dipendenza dall’auto privata.











