Doveva essere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale garganica. E probabilmente lo sarà comunque. Ma con una differenza sostanziale: la stampa resterà fuori.
Il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia conferirà domani, 23 giugno, il diploma accademico honoris causa in Pianoforte Jazz a Pasquale Luca Medici, in arte Checco Zalone, nell’ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest. Una notizia che aveva suscitato grande interesse non soltanto per la popolarità dell’artista pugliese, ma anche per il riconoscimento di una dimensione musicale spesso meno conosciuta dal grande pubblico.
Nelle ultime ore, però, è arrivato un inatteso cambio di programma. Con una comunicazione trasmessa agli organi di informazione, è stato annunciato che, “per sopravvenute disposizioni organizzative”, la cerimonia e la prevista lectio magistralis si svolgeranno in forma riservata e non sarà possibile accogliere la stampa in sala.
Una decisione che fa discutere
La scelta ha inevitabilmente sollevato perplessità tra gli operatori dell’informazione, soprattutto perché giunge a ridosso dell’evento, dopo che la partecipazione dei media era stata inizialmente prevista e comunicata.
Non vengono fornite ulteriori spiegazioni sulle ragioni che hanno portato alla chiusura dell’evento ai giornalisti. Resta il fatto che un appuntamento di evidente interesse pubblico, organizzato da un’istituzione accademica e inserito in una manifestazione culturale sostenuta con risorse pubbliche, sarà sottratto alla presenza diretta della stampa.
Il riconoscimento a Zalone
Il Conservatorio ha motivato il conferimento del diploma honoris causa sottolineando la capacità dell’artista di coniugare comicità e qualità musicali, valorizzando il suo percorso di pianista jazz.
Proprio nel corso della cerimonia Zalone avrebbe dovuto tenere una lectio magistralis, momento particolarmente atteso dagli appassionati e dagli addetti ai lavori.
Tra diritto di cronaca e comunicazione istituzionale
La vicenda riapre inevitabilmente una riflessione sul rapporto tra eventi pubblici e diritto di cronaca. Se da un lato gli organizzatori hanno piena facoltà di definire modalità e accessi, dall’altro resta difficile comprendere perché un appuntamento di tale rilevanza debba svolgersi senza la presenza degli organi di informazione chiamati a raccontarlo.
La decisione, almeno per ora, non cancella il valore del riconoscimento conferito a Checco Zalone. Ma rischia di lasciare un’ombra su una giornata che avrebbe potuto rappresentare una festa aperta della cultura, della musica e del territorio.









