“Ero in aula l’8 giugno e torno oggi, 22 giugno”. Con queste parole la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo ha sancito il ritorno in Consiglio comunale dopo il ritiro delle dimissioni, ricompattando la maggioranza.
Tutti i consiglieri della coalizione, ad eccezione di Antonio Pio Mancini, assente giustificato, hanno preso parte alla seduta convocata per l’approvazione del rendiconto di bilancio, dopo la sottoscrizione del documento politico a sostegno della tenuta del campo largo.
La prima cittadina ha ribadito quanto già affermato nel videomessaggio con cui aveva annunciato il rientro e il ritiro delle dimissioni, definendo quanto accaduto una normale fase di dialettica politica.
Sul riassetto della giunta, Episcopo ha parlato di un avvicendamento e non di una bocciatura degli assessori uscenti. Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano, ha spiegato, hanno accettato un avvicendamento politico che ha portato alla nomina dell’avvocato Luigi Iorio, del quale la sindaca ha letto il curriculum in aula.
Gli interventi critici sono arrivati dai banchi dell’opposizione, mentre dalla maggioranza si è registrato soltanto un lungo applauso indirizzato alla sindaca.
Nel corso del dibattito non sono mancati riferimenti al recente GIO Festival, indicato come un evento che ha dato lustro nazionale alla città grazie all’elevata qualità artistica e organizzativa.
Giuseppe Mainiero ha dichiarato: “Non possiamo derubricare tutto. Bisognava aspettare le Regionali e siete tornati in aula dopo otto mesi. Lei dice che la città non si è mai fermata. Nel senso che non si è mai mossa: ferma era e ferma è. Quando la politica tornerà davvero in aula, forse riusciremo a risolvere qualche problema della città”.
Claudio Amorese, capogruppo dei meloniani, ha aggiunto: “Ha detto delle cose ben precise. Avete fatto tutto da soli. È una crisi nella quale vi siete avvitati perché è stata la vostra stessa maggioranza a denunciare l’immobilismo amministrativo. È riuscita a non avere i numeri dopo un rimpasto. Serve un po’ di autocritica. Se la gente si lamenta e si lamenta anche la maggioranza, qualche motivo ci sarà”.
Per Gino Fusco “avremmo bisogno di nove Carlo Dicesare per stravolgere Foggia. Sarei felice, sindaca, se il suo rientro portasse a un rilancio dell’azione amministrativa, ma vedo che gli attori sono sempre gli stessi. Deve smetterla di difendere assessori incapaci”.
Pasquale Cataneo ha invece posto l’accento sulle prospettive della città: “In questo periodo di riflessione avete avuto il tempo di individuare alcuni punti programmatici prioritari per Foggia? Io ho vissuto due amministrazioni e ho percepito soltanto un sentire, non un ascolto. Sulle condizioni socio-economiche della città non ho sentito risposte. Siamo ultimi per reddito familiare; Bankitalia ha pubblicato un rapporto che colloca Foggia, insieme a Taranto, tra le province con la minore crescita. Chiedo alla sindaca e alla maggioranza se intendano proseguire lungo una strada che da sedici anni produce regresso economico e spopolamento”.
Nette le repliche della sindaca Episcopo prima dell’avvio della discussione sul rendiconto, introdotta dalla relazione dell’assessore al Bilancio Davide Emanuele.
“Il rimpasto va completato, devo definire ulteriori assetti”, ha affermato. Poi ha aggiunto: “Sono spesso destinataria di un certo vignettismo. Nel primo anno di mandato ci siamo trovati a operare con il 50 per cento del personale in meno. Una parte dell’immobilismo era inevitabilmente legata ai vincoli imposti dalla Corte dei Conti e al piano di rientro. Non accetto la definizione di ‘trezzelosa‘ utilizzata da Fusco per la nostra città. Ho sempre avuto piena contezza della situazione e ho sempre detto che sarei tornata in aula”.










