L‘emergenza rifiuti nelle campagne pugliesi torna al centro del dibattito politico regionale. A sollevare la questione è Nicola Gatta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Agricoltura, che chiede alla Regione Puglia di accelerare l’erogazione dei fondi destinati ai Comuni per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati illegalmente nelle aree rurali.
Nella scorsa legislatura era stato previsto uno stanziamento di 2 milioni di euro per sostenere gli enti locali nelle attività di bonifica e tutela ambientale. Una misura considerata importante, seppur non sufficiente, che secondo Gatta non ha però ancora prodotto gli effetti attesi.
Le difficoltà dei Comuni della Capitanata
“La piaga dell’abbandono dei rifiuti, sia sulle strade sia nei terreni pubblici e privati, colpisce con particolare durezza la provincia di Foggia”, sottolinea Gatta, ricordando la propria esperienza da presidente della Provincia e sindaco di Candela.
Secondo il consigliere regionale, al momento la Regione avrebbe previsto ristori soltanto per gli interventi effettuati su terreni pubblici, lasciando scoperto il problema delle aree private dove spesso vengono scaricati illegalmente rifiuti di ogni genere.
“Quando l’assessorato annunciò lo stanziamento dei 2 milioni di euro vi fu soddisfazione da parte di tutte le forze politiche e delle organizzazioni agricole. Tuttavia, a distanza di tempo, i Comuni non hanno ancora potuto beneficiare delle risorse annunciate e non sono in grado di affrontare l’emergenza con i soli bilanci comunali”, evidenzia.
Il caso Candela e il peso economico delle bonifiche
Gatta ha portato all’attenzione della Commissione anche un provvedimento del Tribunale di Foggia che ha imposto al Comune di Candela di sostituirsi ai privati nella bonifica di alcuni terreni agricoli contaminati.
Una situazione che, secondo il consigliere regionale, riguarda numerosi enti locali della Capitanata, costretti a sostenere costi elevati per la rimozione di ecoballe e rifiuti abbandonati.
“Molti Comuni hanno dovuto affrontare spese ingenti che pesano come macigni sulle casse municipali. Per questo ho chiesto alla Regione di verificare i passaggi mancanti per lo stanziamento delle risorse e di ripristinare i fondi in maniera strutturale nei prossimi esercizi finanziari”, afferma.
Trenta siti contaminati tra Cinque Reali Siti e Cerignola
La dimensione del fenomeno emerge anche dai dati relativi al territorio dei Cinque Reali Siti e di Cerignola. In quest’area risultano censiti circa trenta siti tra terreni privati e capannoni dismessi che ospitano complessivamente circa 400 tonnellate di rifiuti illeciti.
Per la loro rimozione e il successivo smaltimento sarebbe necessario un investimento stimato tra i 500 e i 600 mila euro.
Per Gatta, nei casi in cui venga accertata l’estraneità dei proprietari dei terreni agli sversamenti abusivi, la Regione dovrebbe prevedere forme di sostegno economico specifiche per i Comuni chiamati a intervenire.
L’appello per rafforzare la Polizia Provinciale
Il consigliere regionale ha infine richiamato l’attenzione sulla necessità di potenziare l’attività di controllo del territorio, sostenendo il ritorno delle piene competenze di vigilanza ambientale alla Polizia Provinciale di Foggia.
“La Capitanata è un territorio vastissimo e confinante con la Campania. I risultati ottenuti nella Terra dei Fuochi rischiano di spostare i flussi di sversamento illecito verso le nostre campagne. Dobbiamo fare scudo comune”, conclude Gatta.
L’obiettivo è duplice: rendere operativo e più capiente il fondo destinato ai Comuni e rafforzare i controlli per contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia per l’ambiente, la salute pubblica e il comparto agricolo pugliese.











