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Home - San Giovanni Rotondo, Siena: “Non abbiamo tradito, il campo largo non poteva rappresentare la città”

San Giovanni Rotondo, Siena: “Non abbiamo tradito, il campo largo non poteva rappresentare la città”

Dopo il 22,21% ottenuto al primo turno, la coalizione composta da Casa Riformista e Competenza e Territorio annuncia un nuovo percorso nel centrosinistra. L'affondo contro Pd e M5S: "Conte ha bocciato il nostro candidato, poi la città ha punito quel sistema"

Di Saverio Serlenga
12 Giugno 2026
in Gargano, Immediato TV, Politica
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A San Giovanni Rotondo il voto comunale lascia in eredità una nuova frattura nel campo progressista e l’avvio di un percorso politico che guarda alla costruzione di un polo riformista e civico nel centrosinistra. La coalizione guidata dal candidato sindaco Giuseppe Siena, sostenuta dalle liste Casa Riformista e Competenza e Territorio, riparte dal 22,21% ottenuto al primo turno, pari a 3.189 voti.

Un risultato che non ha consentito l’accesso al ballottaggio, poi vinto dalla candidata del centrodestra Floriana Natale, ma che per i promotori della coalizione rappresenta una base politica significativa.

“Una responsabilità verso la città”

Nel corso della conferenza stampa convocata per analizzare il voto, Siena ha rivendicato il valore del consenso raccolto, evitando però toni celebrativi.

“Quel risultato non ci autorizza a celebrare nulla, ma ci affida una responsabilità importante: continuare a rappresentare con serietà una parte significativa della nostra comunità e lavorare per costruire una proposta politica credibile, autentica e vicina ai bisogni reali della città”.

Accanto a lui sono intervenuti Pio Cisternino, Giuseppe Miglionico e Michele Crisetti, tra gli esponenti della coalizione progressista arrivata terza nella competizione elettorale.

Il nuovo percorso riformista

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare l’avvio di una nuova fase politica nel centrosinistra cittadino, fondata su autonomia, coerenza e radicamento territoriale.

“Da parte nostra non ci saranno rancori né rivincite. Continueremo a fare politica come abbiamo sempre fatto, con autonomia, passione e spirito costruttivo”, è stato spiegato.

L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla costruzione di una comunità riformista e progressista, capace di dare vita a un centrosinistra “serio, coerente e riconoscibile”.

L’attacco al campo largo

Il passaggio più politico riguarda la rottura con il campo largo e la ricostruzione dei mesi precedenti al voto.

Secondo gli esponenti della coalizione Siena, al primo turno l’area progressista nel suo complesso avrebbe superato il 60% dei consensi. Un dato che, nella loro lettura, dimostrerebbe come la sconfitta finale sia stata il risultato di errori politici e divisioni interne.

“In molti ci accusano di aver tradito il percorso del campo largo, in realtà siamo stati coerenti”, è stato sottolineato.

Il riferimento è all’accordo che, secondo la ricostruzione fornita in conferenza stampa, era stato raggiunto ad aprile tra Casa Riformista e Partito Democratico sulla candidatura di Siena.

Il ruolo di Conte e del Movimento 5 Stelle

La critica più dura viene rivolta ai vertici del Pd e soprattutto al Movimento 5 Stelle, con un riferimento diretto al presidente Giuseppe Conte.

“All’improvviso è arrivato un drastico dietrofront voluto dai vertici di Pd e soprattutto M5S, con il presidente Conte che ha bocciato il candidato Siena”, è l’accusa.

Secondo la coalizione riformista, quella scelta avrebbe compromesso la possibilità di costruire un fronte unitario realmente competitivo.

“Conte doveva capire che dopo una sconfitta e un fallimento precedente dovevano farsi guidare e non pretendere. A quel punto noi siamo andati avanti con Siena”.

“Il centrodestra ha vinto perché la città ha bocciato quel sistema”

Nell’analisi del voto, gli esponenti del polo riformista sostengono che la vittoria del centrodestra sia stata favorita dalla scarsa credibilità del campo largo agli occhi degli elettori.

“Ha vinto il centrodestra perché la città ha subito capito che quel campo largo non poteva rappresentare San Giovanni. Non ha gradito la presenza dei 5 Stelle che per 17 mesi avevano mal governato la città”.

Da qui la conclusione politica: molti elettori dell’area progressista non avrebbero votato tanto per Floriana Natale, quanto contro un sistema ritenuto non più credibile.

“Molti elettori del campo progressista hanno rotto quel meccanismo e hanno deciso non di votare per Floriana Natale, ma di votare contro un sistema”.

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Tags: campo largoCasa riformistacentrosinistraCompetenza e Territorioelezioni comunaliFloriana NataleFoggiaGiuseppe ConteGiuseppe MiglionicoGiuseppe SienaMichele CrisettiMovimento 5 Stellepartito democraticoPio CisterninoPoliticaSan Giovanni Rotondo
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