Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro interviene per la prima volta sulla vicenda giudiziaria che coinvolge l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, indagata dalla Procura di Foggia nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione balneare di uno stabilimento di Vieste riconducibile all’ex marito.
In una nota, il governatore sceglie la linea della prudenza, sottolineando la necessità di attendere l’esito delle indagini prima di assumere qualsiasi decisione politica.
“La prima responsabilità è verso l’istituzione”
“Vorrei non dover affrontare vicende come questa. Lo dico senza retorica”, esordisce Decaro.
Il presidente della Regione ribadisce che chi ricopre incarichi pubblici è chiamato a rispettare criteri di responsabilità particolarmente rigorosi.
“Quando un’amministratrice pubblica viene indagata, la mia prima responsabilità è verso l’istituzione che guido. E su questo non ho dubbi: chi ricopre un incarico pubblico è tenuto a uno standard più alto di quello della responsabilità penale. L’asticella non è il casellario giudiziale, ma la reputazione”.
“La concussione è un’ipotesi di reato”
Pur riconoscendo la gravità della contestazione formulata dalla Procura, Decaro richiama il principio della presunzione di innocenza.
“Tuttavia un’indagine per concussione, anche se è un fatto grave, va considerata come un’ipotesi di reato”, sottolinea.
Una precisazione che arriva mentre l’inchiesta è ancora nella fase preliminare degli accertamenti e nessuna responsabilità è stata accertata.
Il riferimento alla vicenda familiare
Nelle sue dichiarazioni il presidente della Regione richiama anche il contesto personale che fa da sfondo all’inchiesta.
“Questa vicenda, inoltre, ha una storia dentro la storia: coinvolge una donna in una situazione familiare segnata da conflitti profondi, fatti gravi subiti per anni, denunciati alle autorità competenti”.
Un riferimento alle vicende personali richiamate dalla stessa Starace nel messaggio diffuso nelle scorse ore, nel quale aveva parlato di una situazione familiare dolorosa e di procedimenti nei quali si considera parte lesa.
“Non agire d’impulso”
Secondo Decaro, proprio la complessità della vicenda impone particolare cautela nelle valutazioni politiche.
“Questo quadro non solleva nessuno dalle proprie responsabilità ma la delicatezza della situazione impone prudenza e una lettura attenta affidata ai giudici”.
Per questo motivo il presidente della Regione esclude, almeno per il momento, interventi immediati.
“Per questo scelgo di non intervenire prima che le indagini facciano il loro corso. Un’ipotesi di reato non è una condanna e, in una vicenda così intrecciata tra vita pubblica e vita privata, non credo sia giusto agire d’impulso”.
Le decisioni dopo gli accertamenti
Decaro lascia comunque aperta la possibilità di future valutazioni politiche.
“Ferme restando le valutazioni di carattere personale che l’assessora farà in merito al proprio ruolo, quando avremo elementi più chiari assumeremo le decisioni che la situazione richiederà”.
Parole che rinviano ogni scelta alle risultanze investigative, mentre l’inchiesta della Procura di Foggia continua a far discutere il mondo politico regionale.













