Non sarebbe di buon umore il leader Giuseppe Conte. E non è soltanto la pesante sconfitta della sua San Giovanni Rotondo a influenzarne il mood. L’ex premier potrebbe incontrare nelle prossime ore il coordinatore provinciale di Foggia, Mario Furore, per trovare una soluzione alla difficile situazione del capoluogo dauno, alle prese con una sindaca dimissionaria e un gruppo pentastellato sempre più critico nei confronti della prima cittadina e persino delle proprie assessore, la vicesindaca Lucia Aprile, delegata all’Ambiente, e Simona Mendolicchio, assessora al Welfare.
“O risolvi o risolvi”, sarebbe stato l’aut aut rivolto da Conte a Furore.
Secondo le indiscrezioni, l’europarlamentare era da tempo a conoscenza del fatto che una parte del gruppo consiliare, fatta eccezione per il fedelissimo della sindaca Francesco Salemme detto Cisky, avrebbe disertato il decisivo appuntamento del bilancio in aula.
Non è un mistero che i consiglieri Mario Dal Maso, Francesco Strippoli e Giovanni Quarato siano profondamente insoddisfatti dei risultati ottenuti dalle due amministratrici pentastellate e, più in generale, dall’intera Giunta. Da qui la richiesta rivolta alla sindaca Maria Aida Episcopo di un azzeramento totale dell’esecutivo.
“Pur sentendo la responsabilità del peso di un atto forte come quello del bilancio, non potevamo cedere il passo. Non si possono procrastinare le criticità. Abbiamo deciso di non esserci perché la verifica non si era conclusa ed era indispensabile per immaginare un cambio di passo”, osserva il presidente della Commissione Ambiente e Territorio, l’ingegnere Giovanni Quarato.
“Ci auguriamo che questo segnale di disagio venga raccolto non come un guanto di sfida, ma come un momento di riflessione. La riflessione deve essere reciproca: dobbiamo farla noi, ma anche la controparte. Vogliamo che la città abbia una spinta in più e possa risolvere parte delle problematiche esistenti. Speriamo di trovare una convergenza”.
In molti, nei mesi scorsi, avevano indicato proprio Quarato come possibile futuro assessore all’Urbanistica, anche alla luce della sua competenza tecnica.
“Non ho mai chiesto di fare l’assessore all’Urbanistica. Ritengo che quel ruolo debba essere affidato a un tecnico. Io cerco di fare il politico. Serve un accordo di tutta la maggioranza e credo che anche l’opposizione debba essere coinvolta. Occorre un nome il più possibile condiviso, con l’obiettivo di portare a compimento il Pug”.
Poi la stoccata finale: “Credo che una riflessione sui risultati raggiunti, o non raggiunti, dalla Giunta e da tutti gli assessori si debba fare”.







