Si allarga il fronte di opposizione al nuovo Piano triennale dei servizi (Pts) del trasporto pubblico locale in Puglia. Province, associazioni datoriali e ora anche organizzazioni sindacali chiedono alla Regione un intervento immediato per sospendere gli effetti della pianificazione approvata nella fase finale della scorsa legislatura e avviare una revisione complessiva del sistema.
Al centro delle contestazioni vi è la convinzione che il piano sia stato adottato con eccessiva rapidità e senza un adeguato approfondimento delle reali esigenze di mobilità dei territori, in un contesto economico reso ancora più complesso dall’aumento dei costi energetici e dalle incertezze che caratterizzano il settore dei trasporti.
Le criticità segnalate dalle province
Secondo quanto emerso nel confronto avviato con l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Piemontese, il nuovo assetto rischierebbe di produrre pesanti conseguenze economiche sugli enti locali.
Le province hanno evidenziato come l’applicazione del Piano triennale dei servizi potrebbe determinare difficoltà nella predisposizione dei piani economico-finanziari e, in alcuni casi, mettere seriamente sotto pressione gli equilibri di bilancio.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto la sostenibilità finanziaria del nuovo modello organizzativo e le possibili ripercussioni su altri servizi e attività di competenza degli enti territoriali.
La richiesta: proroga dei contratti e revoca del piano
Le amministrazioni provinciali, insieme all’Upi, attendono ora atti concreti da parte della Regione Puglia.
La richiesta principale è duplice: da un lato prorogare gli attuali contratti di servizio per garantire continuità al trasporto pubblico locale, dall’altro procedere alla revoca del Piano triennale dei servizi per consentire una nuova fase di approfondimento e concertazione.
Secondo i rappresentanti degli enti locali, le decisioni dovranno arrivare in tempi brevi per evitare ulteriori tensioni e incertezze nel settore.
Verso l’udienza del Tar
La questione potrebbe presto approdare nuovamente nelle aule giudiziarie. Il prossimo 24 settembre è infatti fissata davanti al Tar di Bari l’udienza relativa ai ricorsi presentati dalle Province di Foggia e Taranto, ai quali si sono aggiunti quelli delle associazioni datoriali.
L’obiettivo delle istituzioni locali è evitare che sia la magistratura amministrativa a decidere il futuro del sistema del trasporto pubblico regionale.
Scendono in campo anche i sindacati
Nelle ultime ore anche le organizzazioni sindacali del comparto hanno manifestato la propria preoccupazione, annunciando un coinvolgimento diretto nella vertenza.
I sindacati sottolineano la necessità di tutelare i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori di un settore che coinvolge migliaia di addetti in tutta la regione.
La richiesta è che il confronto aperto dalla Regione coinvolga tutte le parti interessate, compresi i rappresentanti dei lavoratori, prima di assumere decisioni definitive.
Servizi essenziali da garantire
Al centro del dibattito resta il diritto alla mobilità dei cittadini. I servizi che dovranno essere affidati attraverso le future gare rappresentano infatti servizi pubblici essenziali ai sensi della normativa nazionale e garantiscono quotidianamente i collegamenti per studenti, lavoratori e utenti.
Per questo motivo, secondo i soggetti coinvolti nella vertenza, la politica regionale è chiamata ad assumere rapidamente decisioni chiare e condivise, evitando che una questione strategica per il territorio venga risolta esclusivamente nelle sedi giudiziarie.












