La rottura politica tra il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e l’ormai ex assessore ai Grandi Eventi Tano Paglialonga si trasforma in uno scontro pubblico dai toni pesanti, destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno all’inchiesta che coinvolge il primo cittadino, l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace e il dirigente comunale Vincenzo Ragno.
Dopo la revoca delle deleghe annunciata da Nobiletti, Paglialonga ha affidato ai social una lunga replica nella quale respinge la ricostruzione fornita dal sindaco e collega direttamente la sua estromissione alla vicenda giudiziaria attualmente al vaglio della procura.
“La revoca non nasce da divergenze politiche”
Nel suo intervento, Paglialonga rivendica il lavoro svolto negli anni da assessore e contesta apertamente le motivazioni politiche indicate dal sindaco.
“L a revoca del mio incarico non deriva dalla divergenza di vedute politiche sull’amministrazione della città”, scrive.
Secondo l’ex assessore, la perdita di fiducia non sarebbe legata né al suo operato amministrativo né a presunti comportamenti illeciti.
Paglialonga sostiene invece di essere stato allontanato dopo essere diventato testimone di un procedimento penale che coinvolgerebbe lo stesso Nobiletti.
“Non ho taciuto”
Il passaggio più significativo del post è quello in cui l’ex assessore spiega le ragioni che, a suo dire, avrebbero portato alla revoca.
“Sono stato revocato perché non ho taciuto, non mi sono girato dall’altra parte facendo finta di non vedere o non sapere”, afferma.
Una dichiarazione destinata ad avere inevitabili ripercussioni sul piano politico, soprattutto perché arriva mentre la Procura sta svolgendo approfondimenti investigativi e accertamenti tecnici irripetibili sui telefoni cellulari acquisiti nell’ambito dell’inchiesta.
Il nodo delle registrazioni
Nel lungo intervento, Paglialonga torna anche sul tema delle registrazioni finite al centro della vicenda.
Secondo l’ex assessore, il dibattito pubblico si sarebbe concentrato esclusivamente sul fatto che tali registrazioni siano state effettuate senza che gli interlocutori ne fossero a conoscenza, trascurandone però il contenuto.
“Si parla molto delle registrazioni che io avrei fatto a sua insaputa. Non si parla mai del loro contenuto”, scrive.
Paglialonga sostiene inoltre che il materiale sarebbe già stato acquisito dagli organi competenti e che proprio da quei contenuti sarebbero scaturite le attività investigative oggi in corso.
L’affondo contro il sindaco
L’ex assessore si dice inoltre sorpreso dal comportamento del sindaco durante l’ultimo Consiglio comunale.
Nel post sostiene che Nobiletti avrebbe avuto l’opportunità di affrontare pubblicamente la questione “nella sede più alta della vita democratica cittadina”, senza però fornire chiarimenti sulla vicenda.
Parole che rappresentano un nuovo affondo politico nei confronti del primo cittadino e che segnano una distanza ormai difficilmente ricomponibile tra i due.
“Continuerò dai banchi del Consiglio”
Nonostante la revoca, Paglialonga assicura di voler proseguire il proprio impegno istituzionale. “Continuerò a svolgere il mio ruolo dai banchi del Consiglio Comunale, anche dall’opposizione”, scrive, rivendicando la volontà di continuare a rappresentare i cittadini che lo hanno sostenuto.










