Il Governo ha dato il via libera a 14 progetti di impianti eolici e fotovoltaici per una potenza complessiva di 530 megawatt, molti dei quali interessano direttamente la provincia di Foggia. La decisione è arrivata nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, chiamato a pronunciarsi su una serie di interventi rimasti bloccati a causa dei pareri contrastanti tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e le Soprintendenze del Ministero della Cultura.
Tra i progetti sbloccati figurano sei iniziative localizzate interamente in Puglia e concentrate nel territorio foggiano, nei comuni di Apricena, San Paolo di Civitate, Bovino, Castelluccio dei Sauri, Deliceto, Manfredonia, Cerignola e Ascoli Satriano. Altri due interventi coinvolgono aree al confine tra Puglia e Basilicata.
Lo scontro tra ambiente e tutela del paesaggio
I progetti avevano già ottenuto una Valutazione di impatto ambientale favorevole da parte del Ministero dell’Ambiente, che li considera strategici per incrementare la produzione di energia pulita e raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec).
Di diverso avviso le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che avevano espresso pareri negativi ritenendo gli impianti potenzialmente dannosi per il paesaggio e il patrimonio culturale dei territori interessati. In situazioni come questa la normativa prevede che la decisione finale venga assunta dal Consiglio dei ministri.
Secondo il Ministero dell’Ambiente, nella maggior parte dei casi l’esecutivo conferma l’orientamento favorevole allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
La corsa alle rinnovabili
Lo sblocco dei 14 impianti rappresenta un ulteriore tassello nella strategia nazionale di accelerazione della transizione energetica. Negli ultimi anni, dopo il rallentamento registrato nel decennio scorso, l’installazione di nuova potenza da fonti rinnovabili ha conosciuto una significativa crescita.
Secondo i dati riportati dall’Associazione nazionale energia del vento (Anev), l’Italia è passata da 1,3 gigawatt di nuova capacità installata nel 2021 a oltre 7 gigawatt annui negli ultimi due anni.
Il presidente dell’Anev, Simone Togni, ha definito la decisione del Governo “un primo passo positivo”, sottolineando però che restano ancora circa 150 progetti in attesa di autorizzazione.
Obiettivi ancora lontani
Nonostante i progressi compiuti, la strada verso gli obiettivi fissati dall’Unione europea resta impegnativa. Il Pniec prevede infatti di raggiungere 131 gigawatt di potenza rinnovabile installata entro il 2030.
Alla fine del primo trimestre del 2026 l’Italia ha superato quota 85 gigawatt, ma per centrare il traguardo finale sarà necessario installare oltre 46 gigawatt aggiuntivi nei prossimi anni, mantenendo un ritmo più che doppio rispetto a quello registrato recentemente.
In questo contesto, il via libera ai nuovi impianti nel Foggiano conferma il ruolo centrale della Capitanata nello sviluppo delle energie rinnovabili, settore che da anni vede la provincia tra le aree più strategiche del Mezzogiorno.













