La salute mentale degli infermieri italiani è diventata una vera emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è il sindacato Nursing Up, che richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro sempre più difficili vissute quotidianamente dal personale infermieristico tra carenze di organico, aggressioni, turni pesanti e sovraccarico assistenziale.
Secondo il presidente nazionale del sindacato, Antonio De Palma, il sistema sanitario continua a chiedere agli infermieri di garantire assistenza a tutti, senza però offrire tutele adeguate per la loro sicurezza e il loro benessere psicologico.
Aggressioni in aumento e fenomeno sommerso
Le recenti cronache provenienti da diverse città italiane, da Roma a Bari, passando per Pozzuoli e Verona, hanno riportato nuovi episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari impegnati nei pronto soccorso, nei reparti ospedalieri e nei servizi di emergenza.
Secondo l’analisi del Nursing Up, nel corso del 2025 gli episodi reali di aggressione avrebbero superato quota 130mila casi, considerando anche quelli non denunciati, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente.
Le denunce ufficiali si fermano invece a poco più di 18mila casi, un dato che, secondo il sindacato, conferma quanto il fenomeno sia ancora ampiamente sottostimato.
Depressione e ansia tra gli infermieri italiani
Il disagio psicologico, tuttavia, non sarebbe legato esclusivamente alle aggressioni.
A incidere pesantemente sono anche la cronica carenza di personale, gli organici ridotti, i turni notturni e rotativi, gli straordinari, la crescente complessità assistenziale e le difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata.
A confermare il quadro è l’indagine MeND dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Europa, realizzata su oltre 90mila professionisti sanitari in 29 Paesi.
Lo studio evidenzia che un infermiere europeo su tre presenta sintomi depressivi, mentre uno su quattro soffre di ansia. Inoltre, il 13% degli operatori sanitari intervistati ha riferito di aver avuto pensieri autolesivi o suicidari.
Secondo i dati riportati dal Nursing Up, l’Italia registra valori superiori alla media europea, con il 34% degli infermieri che manifesta sintomi depressivi e il 25% che soffre di stati d’ansia.
L’appello del sindacato
“Dietro ogni aggressione e dietro ogni turno massacrante c’è un segno che resta”, afferma Antonio De Palma.
Per il presidente del Nursing Up è necessario intervenire rapidamente con misure strutturali che garantiscano maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, un rafforzamento degli organici e una migliore organizzazione dei turni.
Tra le richieste avanzate dal sindacato figurano anche l’accesso a percorsi di supporto psicologico e un riconoscimento concreto del ruolo svolto dagli infermieri all’interno del Servizio sanitario nazionale.
“Difendere la salute mentale di chi cura significa difendere il futuro del Servizio sanitario nazionale”, conclude De Palma.













