Commozione e partecipazione alla fiaccolata in ricordo di Stefania Rago, la donna foggiana vittima di femminicidio uccisa dal marito. L’iniziativa, organizzata dai figli Michael e Jessica, ha attraversato la città dalla chiesa di San Michele fino a Palazzo di Città.
Al corteo hanno preso parte i due ragazzi, i genitori e i familiari di Stefania, insieme alle operatrici del centro antiviolenza, alle rappresentanti delle associazioni femministe e agli amministratori comunali, tra cui l’ex assessore Matteo Morlino, la cui figlia è stata assassinata al Nord, e gli assessori Giulio de Santis, Simona Mendolicchio e Giuseppe Galasso.
Sul maxischermo allestito davanti al Comune sono state proiettate tantissime immagini della vita di Stefania Rago: dall’infanzia all’età adulta, fino al suo ruolo di madre e moglie. Era una donna solare, che amava vivere, viaggiare, andare ai concerti con i suoi figli.
Fotografie, testimonianze e ricordi hanno restituito una dimensione pubblica a una tragedia familiare esplosa senza che fossero mai state presentate denunce, né dalla vittima né dai suoi familiari. Una vicenda che richiama l’attenzione sulla violenza di genere e sulla difficoltà di riconoscere situazioni di abuso anche all’interno di contesti apparentemente ordinari.
Particolarmente toccante l’intervento della figlia Jessica, che ha parlato anche del senso di colpa che continua ad accompagnarla e della necessità di leggi più precise in difesa delle donne in modo che la denuncia non metta ancora più a rischio la parte fragile della relazione tossica. “Non devono più accadere fatti come quelli che hanno coinvolto mia madre. Ci ha protetti, ci ha sempre difesi. Non bisogna mai sottovalutare nessun gesto violento”, ha detto davanti ai partecipanti.
Ha parlato invece della necessità di educare ai sentimenti sin dalla piccoli Michael per evitare che sopraffazioni psicologiche e fisiche vengano scambiate per manifestazioni di affetto laddove invece sono semplicemente i germi di una violenza patriarcale.










