• Contatti
sabato 18 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Veleni e monnezza nel Foggiano, affari per 2,2 milioni: la rete degli scarichi abusivi nell’inchiesta Erebus

Veleni e monnezza nel Foggiano, affari per 2,2 milioni: la rete degli scarichi abusivi nell’inchiesta Erebus

Rifiuti dirottati in capannoni, terreni e piazzali industriali tra Foggia, Cerignola e Ascoli Satriano. La Dda di Bari ricostruisce il presunto business con formulari ritenuti falsi, trasportatori, imprese e basisti

Di Francesco Pesante
28 Maggio 2026
in Cerignola e 5 Reali Siti, Immediato TV, Inchieste
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Un sistema strutturato, ramificato e capace, secondo l’accusa, di trasformare i rifiuti in denaro attraverso viaggi formalmente diretti verso impianti autorizzati ma, in realtà, destinati in molti casi a capannoni dismessi, terreni agricoli, piazzali industriali o siti non idonei. È il quadro ricostruito nell’ordinanza applicativa di misure cautelari denominata “Erebus” firmata dal Tribunale di Bari, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Dda barese su un presunto traffico illecito di rifiuti che avrebbe interessato la provincia di Foggia, il Barese, la Bat, la Campania, il Lazio e altre aree del Centro-Sud.

Secondo gli inquirenti, i rifiuti venivano ritirati da impianti o aziende, accompagnati da formulari apparentemente regolari, ma poi smaltiti in luoghi diversi da quelli indicati nei documenti. Un meccanismo che, sempre secondo l’accusa, avrebbe consentito agli indagati di evitare i costi di trattamento, recupero e smaltimento, generando un vantaggio economico stimato in oltre 2,2 milioni di euro. Nell’ordinanza si parla anche di migliaia di tonnellate di rifiuti movimentate e di una gestione ritenuta “organizzata”, con ruoli distinti tra promotori, trasportatori, intermediari, basisti, gestori di imprese e soggetti incaricati di coprire documentalmente i conferimenti.

Gli arresti e le misure cautelari

Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per Ilario Vernieri, 54 anni di Salerno, Giacomo Campese, 63 anni di Cerignola, Mauro Campese, 42 anni di Cerignola, Francesco Pio Losurdo, 45 anni di Cerignola, Cosimo Roma, 48 anni di Brindisi e Daniele Mastrullo, 43 anni di Foggia. Obbligo di presentazione alla pg, invece, per Lucia Calvio, 38 anni di Cerignola, Giuseppe Calvio, 43 anni di Cerignola, Matteo Antoniciello, 42 anni di Cerignola, Matteo Carosiello, 51 anni di Cerignola, Domenico Di Corcia, 60 anni di Foggia, Biagio Campiglia, 47 anni di Polla e Luca D’Ambrosio, 32 anni di Battipaglia. Infine, divieto di esercizio di attività imprenditoriali per un anno per Stefano Falzarano, 32 anni di Benevento, Aurelio Proia, 60 anni di Filadelfia ma domiciliato a Latina, Roberto Antonio Stanziano, 58 anni di Puerto Cabello in Venezuela ma residente a Cerreto Sannita, Domenico Memoli, 57 anni di Salerno, Giovanni De Simone, 45 anni di Napoli e Gino Lori, 63 anni di Guidonia.

Nel registro degli indagati compaiono anche Giovanni Moccia, Stefano Cavanna, Ilaria Valletta, Adriana Ioana Magliocca, Antonella Lori, Manuela Milano, Pasquale De Simone, Giovanni Caliendo, Giorgio Lori, Antonietta Napoli e Gianpiero Veneruso. Per tutti vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

L’indagine nasce da accertamenti del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Bari e della polizia locale di Cerignola, con una serie di controlli, pedinamenti, intercettazioni telefoniche, localizzazioni gps, fotografie e riscontri sui formulari di identificazione dei rifiuti. Gli investigatori avrebbero seguito i mezzi durante numerosi viaggi, verificando la divergenza tra la destinazione indicata nei documenti e quella effettivamente raggiunta dai camion.

Le società finite negli atti dell’inchiesta

Nell’ordinanza compaiono numerose aziende, a vario titolo indicate come coinvolte nel presunto sistema di raccolta, trasporto, intermediazione, gestione o copertura documentale dei rifiuti. Tra queste ci sono Calvio Trasporti s.r.l.s., C.S. Trasporti s.r.l.s., Memoli Domenico s.r.l., Desi Group s.r.l., San Eco Recuperi s.r.l., Bri Ecologica s.r.l., Ambiente & Metalli s.r.l., Eco Energy s.r.l., Ricicla Campania s.r.l., Metallplast s.u.r.l., R.M.P. Salari s.r.l., Green Eco s.r.l., L.C. Consulting s.r.l., M.P. Recuperi s.r.l., Waste Services s.r.l. ed Ecologia del Sud di Veneruso Gianpiero.

Negli atti vengono richiamate anche Bari Ecologica s.r.l. e Relma Plastiche s.r.l., destinatarie di contestazioni amministrative ai sensi del decreto 231. Secondo l’impostazione accusatoria, alcune imprese avrebbero avuto un ruolo operativo nella filiera, altre sarebbero state usate per attestare destinazioni fittizie, altre ancora per consentire la compilazione di formulari con codici e luoghi non corrispondenti alla reale movimentazione dei rifiuti.

Il metodo: formulari, codici e destinazioni fasulle

Il meccanismo contestato dalla procura viene descritto come una filiera parallela. I rifiuti sarebbero stati caricati presso impianti o aziende, accompagnati da formulari di identificazione ritenuti formalmente idonei a superare eventuali controlli, ma poi scaricati altrove. In più passaggi dell’ordinanza si fa riferimento a codici Eer indicati come “di comodo”, a destinazioni riportate nei Fir ma mai effettivamente raggiunte e a siti di scarico abusivi individuati tra Cerignola, Foggia, Ascoli Satriano, Molfetta, Candela, Cassino, Ferentino, Anagni, Trinitapoli, Minervino Murge e altre località.

Secondo il giudice, il cuore del sistema sarebbe stato nella possibilità di presentare una documentazione “pulita” mentre i rifiuti, in concreto, seguivano un percorso diverso. In alcuni casi i camion venivano monitorati con gps e telecamere: gli investigatori avrebbero così accertato che i mezzi, dopo essere passati dagli impianti indicati negli atti, si dirigevano verso capannoni in disuso o aree non autorizzate. In altri episodi, i documenti avrebbero attestato il conferimento presso società che, secondo gli accertamenti, non avevano realmente ricevuto quel materiale.

Il ruolo attribuito a Vernieri e Campese

Nell’ordinanza, Vernieri viene indicato come figura centrale nella gestione dei rapporti con gli impianti e nella calendarizzazione dei prelievi. Sarebbe stato lui, secondo l’accusa, a intrattenere i contatti con le imprese che producevano o ricevevano i rifiuti, a concordare prezzi e destinazioni e a gestire parte della documentazione amministrativa. Mauro Campese, invece, viene descritto come soggetto operativo nella movimentazione: avrebbe caricato i rifiuti, guidato i mezzi o organizzato i trasporti, avvalendosi anche di altri autisti e basisti.

Lucia Calvio, legale rappresentante della Calvio Trasporti, viene ritenuta dagli inquirenti partecipe della gestione dei mezzi e dei rapporti con Vernieri, anche per la predisposizione della documentazione. Giuseppe Calvio, indicato come basista in diversi episodi, avrebbe agevolato le operazioni di scarico e fornito supporto logistico. Il cerignolano Francesco Pio Losurdo, cognato della Calvio, avrebbe coordinato alcuni basisti locali, segnalando la presenza o meno delle forze dell’ordine e indicando luoghi sicuri per lo scarico. L’uomo avrebbe agito nonostante lo stato di detenzione nel carcere di Foggia, quando era in regime di semilibertà, autorizzato a svolgere attività lavorativa all’esterno della casa circondariale. Losurdo è volto noto agli inquirenti, pizzicato in passato per gli assalti ai portavalori. È anche ritenuto il capo di un recente colpo fallito nel Modenese.

Le intercettazioni: “Sempre dove stavi l’altra volta, giusto?”

Le conversazioni riportate nell’ordinanza sono uno degli elementi centrali dell’accusa. In una telefonata del 26 settembre 2022, Lucia Calvio parla con Daniele Mastrullo mentre gli investigatori seguono uno dei viaggi. La donna non appare convinta del luogo scelto per lo scarico e chiede chiarimenti. Nella conversazione si legge: “Ma domani sera ci portiamo un caffè?”. Poi il riferimento al posto: “Sempre dove stavi l’altra volta, giusto?”. Mastrullo risponde in modo rassicurante e Calvio insiste: “Fatti trovare già là, capito?”. Per gli inquirenti, il linguaggio allusivo servirebbe a non indicare esplicitamente il sito in cui i rifiuti sarebbero stati scaricati.

In un’altra conversazione, sempre riportata negli atti, Calvio chiama Losurdo per organizzare l’arrivo del camion. Lui le chiede: “Ci vediamo per le nove, nove e un quarto? Tu stai a…”. Lei risponde: “Sì, domani perché è slittato”. Gli investigatori leggono in queste frasi la conferma del coordinamento tra chi trasportava e chi attendeva il mezzo nel luogo di scarico.

Lucia Calvio e una donna durante una conversazione intercettata. Donna: “C’è scritto ‘quattro viaggi'”. Lucia Calvio: “Di 2.500 euro l’uno, più IVA e in totale è uscito 11.000 euro, quindi la fattura è 11.000 quattro viaggi”.

“Ci dai un attimino l’offerta”: il prezzo a tonnellata

Tra le intercettazioni più significative c’è anche quella tra Vernieri e Proia in cui si parla di un’offerta economica per la gestione dei rifiuti. Vernieri chiede: “Ci dai un attimino l’offerta, che poi ti fa pure il bonifico…”. Proia risponde parlando di quantità e prezzo: “Dobbiamo però scaricare fuori eh, questo si sa. 210 a tonnellata e minimo fatturabile 150 quintali, 15 tonnellate hai capito?”.

Per gli inquirenti, il dialogo dimostrerebbe la natura economica dell’accordo e la consapevolezza degli interlocutori sulla destinazione reale dei rifiuti. In un altro passaggio, Vernieri chiede al figlio Gaetano di verificare una documentazione da inviare alla società Ambiente & Metalli: “Ma poi… ad Ambiente e Metalli ci mandasti l’autorizzazione di San Eco?”. Alla risposta negativa, insiste: “E la devi girare, aspetta un momento”.

Il sospetto degli investigatori: impianti solo sulla carta

Uno dei punti chiave dell’ordinanza riguarda gli impianti indicati come destinazione nei formulari. Gli investigatori sostengono che, in numerosi episodi, i rifiuti non sarebbero mai arrivati nei luoghi riportati nei documenti. È il caso, secondo gli atti, di carichi formalmente destinati ad Ambiente & Metalli, R.M.P. Salari, Eco Energy, San Eco Recuperi o altri impianti, ma poi scaricati in siti differenti.

Le immagini e i sopralluoghi descritti nell’ordinanza mostrano cumuli di rifiuti in capannoni abbandonati, piazzali industriali, aree agricole e spazi non autorizzati. In alcuni casi si parla di rifiuti combusti, in altri di materiale accatastato in modo disordinato, con la presenza di plastiche, gomme, legno, cartoni, imballaggi e scarti misti. Le annotazioni degli investigatori evidenziano come i cumuli venissero talvolta scaricati nelle ore serali o notturne, con modalità ritenute compatibili con un’attività clandestina.

Per l’accusa, non si tratterebbe di singoli conferimenti irregolari, ma di un sistema stabile, ripetuto e organizzato. Ogni viaggio avrebbe consentito di evitare i costi ordinari di trattamento, generando un risparmio illecito e un margine economico per gli intermediari e per chi materialmente curava il trasporto.

L’ordinanza richiama più volte il concetto di “consolidato trend” e sottolinea la ripetitività delle condotte. Secondo il giudice, la presenza di conversazioni telefoniche, localizzazioni gps, controlli su strada, formulari e sopralluoghi confermerebbe la stabilità del meccanismo e la consapevolezza dei partecipanti. Le somme sarebbero state gestite in parte attraverso bonifici e fatture, in parte attraverso pagamenti in contanti.

La rete tra Foggia, Molfetta, Ascoli Satriano e gli impianti fuori regione

Una delle direttrici principali riguarda i carichi in uscita dall’impianto Ambiente & Metalli e da altri siti, con destinazioni formali che, secondo gli investigatori, non corrispondevano al luogo reale di smaltimento. Diverse operazioni vengono localizzate tra Foggia, Cerignola, Ascoli Satriano e Molfetta. In altri casi il percorso si sposta verso Cassino, Ferentino e Anagni, con riferimento all’impianto R.M.P. Salari.

Il ruolo dei basisti, secondo l’ordinanza, era essenziale. Dovevano attendere i camion, verificare l’assenza di controlli e indicare il punto esatto in cui scaricare. In alcune conversazioni emergono frasi come “stanno arrivando” oppure “a posto”, espressioni che gli investigatori interpretano come conferme operative sull’arrivo dei mezzi e sulla possibilità di procedere allo scarico.

La linea difensiva ancora da costruire

Il provvedimento cautelare fotografa soltanto la fase delle indagini preliminari. Gli indagati potranno chiarire la propria posizione davanti al giudice e nelle successive fasi del procedimento. Le contestazioni, per quanto gravi, restano accuse da verificare nel contraddittorio processuale.

La procura, però, ritiene di avere ricostruito un sistema complesso, capace di mettere insieme imprese, trasportatori, intermediari e soggetti operativi sul territorio. Un presunto circuito parallelo in cui i rifiuti, da problema ambientale da gestire secondo legge, sarebbero diventati occasione di profitto attraverso documenti ritenuti falsi, destinazioni solo apparenti e scarichi abusivi.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: AmbienteAmbiente & MetalliAscoli SatrianoCalvio TrasportiCarabinieri NoeCerignolaDda BariEco EnergyFoggiafoggianoformulari falsiinchiesta ErebusMolfettamonnezzaordinanza cautelareR.M.P. SalaririfiutiSan Eco Recuperiscarichi abusivitraffico illecito rifiutiveleni
Articolo precedente

Assalto ai bancomat, presa banda composta da foggiani, cerignolani e sanseveresi. Il gruppo tradito dalle telecamere

Articolo successivo

Finti incidenti e truffe alle assicurazioni, arrestati carabinieri, avvocati e medici: sgominata la rete dei falsi sinistri

Articoli correlati

Capotosto, Iacovangelo e Iaccarino

Mafia e politica a Foggia: indagati dalla DDA gli ex amministratori comunali Capotosto, Iaccarino e Iacovangelo

Foggia, risate e acrobazie al Parco Iconavetere: cala il sipario sulla “Stagione dei Bambini”, già si pensa all’edizione invernale

Francesco Notarangelo; in alto, Renato Quitadamo; sotto, Antonio e Andrea Quitadamo

Mafia garganica, “Natale” fa i nomi. “Armiento, Simone, Iaconeta: gli omicidi del clan e il ruolo dei Quitadamo”

Bussone e Di Mauro

Roghi senza tregua sul Gargano, Uncem accende i riflettori: “Che fine hanno fatto i fondi per le foreste?”

Gargano, De Filippo: “Gli incendi si prevengono con la gestione dei boschi, non con l’attesa delle autorizzazioni”

Orta Nova, al via i lavori per la nuova Tenenza dei Carabinieri: più militari e sicurezza per i 5 Reali Siti

Ultime Notizie

Antonio De Sabato
Foggia

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

Il consigliere di maggioranza respinge ogni ipotesi di "revisionismo politico" e rilancia la proposta di una Commissione Antimafia

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Laghi di Lesina e Varano, Assoturismo: “Il grande turismo del Gargano non è mai decollato, serve una svolta”

Sanità pugliese, gli Ordini degli Infermieri lanciano l’allarme: “Sbloccare subito le assunzioni per evitare il collasso dei servizi”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024