L‘Area Medica dell’Università di Foggia, in collaborazione con l’Associazione studentesca Area Nuova ha promosso UniCare Opening Festival – Uniti nel prenderci cura presso il Parcheggio del Polo Biomedico E. Altomare in Via Napoli a Foggia).
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di consolidare il dialogo tra Università, Sistema Sanitario e Territorio attraverso una giornata aperta alla cittadinanza, dedicata alla divulgazione scientifica, all’orientamento universitario, alla prevenzione sanitaria e alla valorizzazione del ruolo attivo degli studenti nella vita accademica e sociale.
UniCare è uno spazio di incontro tra formazione medica, innovazione e responsabilità collettiva, promuovendo una visione della cura che supera la dimensione esclusivamente clinica e si esprime come valore condiviso, fondato su collaborazione istituzionale, consapevolezza e partecipazione civica.
Dopo i saluti istituzionali del rettore Lorenzo Lo Muzio e di Vincenzo Mundo, presidente del Consiglio degli Studenti, Maurizio Margaglione, direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, è intervenuto sul tema “L’offerta formativa di Area Medica”. Il professore Gaetano Serviddio, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, ha approfondito il tema delle “Il nuovo Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia: opportunità, sfide, prospettive”.
Il professor Agostino Marengo si è dedicato nel suo intervento al rapporto tra innovazione tecnologica, formazione e sanità digitale. Il docente ha analizzato il concetto anglosassone dello “stay relevant” ossia del “restare rilevante”, cioè continuare ad avere importanza, utilità, influenza o interesse nel tempo. In ambito più filosofico intellettuale, “stay relevant” si riferisce alla capacità di un’idea, teoria o sistema morale di continuare ad avere valore nel presente; al rapporto tra tradizione e cambiamento e alla necessità dell’individuo di non essere escluso dal contesto storico o sociale.
Sotto al sole del parcheggio c’è stato anche spazio per UniCare Challenge, quiz a squadre curato dalla studentessa Angelica Cutaio, pensato per coinvolgere gli studenti in una competizione formativa e divulgativa sulle conoscenze mediche.
“L’Università deve essere sempre più un luogo aperto, capace di dialogare con il territorio e di costruire relazioni fondate sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla partecipazione. Con UniCare intendiamo valorizzare il ruolo sociale della formazione medica e offrire alla Comunità un’occasione di incontro con il mondo della ricerca, della prevenzione e dell’innovazione sanitaria. È attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni che possiamo immaginare una sanità più competente, inclusiva e vicina alle persone”, il commento di Lo Muzio. L’attenzione ai temi della sanità digitale rappresenta elementi centrali per la formazione dei professionisti della salute del futuro.
“Responsabilità, sfida e vedere centinaia di ragazzi che hanno voglia di sapere cosa sarà domani, una comunità che si incontra. Questo è il nostro dipartimento che ha ospitato ingegneri, fisici, scienziati che disegnavano un futuro che ancora non c’è. Questa università ha una sola e bellissima parola che è opportunità. Questa è la casa della Medicina, questo è il decennio di Medicina e Chirurgia e delle Scienze infermieristiche, delle Scienze sanitarie, c’è un mondo di opportunità. In un mondo di professioni sanitarie che cambia vinceranno sempre due professioni: chi sa fare comunicazione e chi sa fare l’empatia. Medicina in questo momento non teme rivali”, ha osservato a l’Immediato Serviddio.








