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Home - Omicidi Scrocco e Prencipe, i verbali dei pentiti: “Daniele Barbaro voleva uccidere Gesualdo per vendicare lo zio”

Omicidi Scrocco e Prencipe, i verbali dei pentiti: “Daniele Barbaro voleva uccidere Gesualdo per vendicare lo zio”

Le dichiarazioni contenute in carte giudiziarie in nostro possesso ricostruiscono i retroscena criminali attorno all’omicidio di Alessandro Scrocco, ucciso davanti al carcere di Foggia nel 2022, e a quello di Salvatore Prencipe, assassinato nel 2023 al Cep. I verbali dei collaboratori Francavilla e Pettinicchio delineano alleanze, propositi di vendetta e nuovi equilibri della mafia foggiana

Di Francesco Pesante
24 Maggio 2026
in Foggia, Inchieste
Gesualdo, Barbaro, Narciso e Prencipe; sullo sfondo, gli omicidi di Scrocco e Prencipe

Gesualdo, Barbaro, Narciso e Prencipe; sullo sfondo, gli omicidi di Scrocco e Prencipe

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Emergono nuovi dettagli investigativi sugli omicidi di Alessandro Scrocco e Salvatore Prencipe, due delitti che negli ultimi anni hanno segnato gli equilibri criminali foggiani. A far luce sui retroscena sono alcune carte giudiziarie in nostro possesso, contenenti le dichiarazioni rese ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Bari da collaboratori e indagati coinvolti nelle inchieste sulla criminalità organizzata del capoluogo dauno.

Nei verbali compaiono i nomi di Giuseppe Francavilla alias “Pino capellone”, Matteo Pettinicchio, Daniele Barbaro, Leonardo Gesualdo detto “il vavoso”, Ivan Narciso detto “il mercenario”, Ciro Spinelli alias “Ciruzzo il marsigliese” e di esponenti legati alle batterie mafiose foggiane che negli ultimi anni si sarebbero contese il controllo del territorio.

Secondo le ricostruzioni contenute negli atti, il movente dell’odio maturato da Daniele Barbaro nei confronti di Leonardo Gesualdo sarebbe direttamente collegato all’omicidio dello zio di Barbaro, Alessandro Scrocco, assassinato nel 2022 davanti al carcere di Foggia mentre rientrava in istituto durante il regime di semilibertà.

L’omicidio di Alessandro Scrocco davanti al carcere

L’agguato avvenne la sera del 17 maggio 2022 in via delle Casermette, davanti alla casa circondariale di Foggia. Scrocco stava rientrando in carcere dopo aver trascorso alcune ore all’esterno grazie al regime di semilibertà quando venne raggiunto dai colpi di arma da fuoco.

Un delitto che, secondo gli investigatori, avrebbe avuto un forte impatto sugli assetti criminali foggiani e che venne ripreso in tutta la sua brutalità da una telecamera della videosorveglianza. Il filmato fece il giro del web, ripreso da testate locali e nazionali.

Nelle dichiarazioni rese il 15 luglio 2024, Giuseppe Francavilla racconta ai magistrati che Daniele Barbaro nutriva un profondo desiderio di vendetta nei confronti di Leonardo Gesualdo, ritenuto responsabile dell’assassinio dello zio.

“Ce l’ha a morte con Gesualdo perché lo ritiene responsabile della morte dello zio davanti al carcere”, mette a verbale Francavilla davanti alla pm della Dda di Bari, Bruna Manganelli.

Secondo quanto riferito dall’indagato, Barbaro gli avrebbe confidato più volte il proprio proposito omicidiario. Francavilla racconta che Daniele Barbaro “voleva stare con me e quindi ogni cosa me la mandava sempre a dire”, spiegando che le comunicazioni sarebbero avvenute telefonicamente mentre lui si trovava a Vicenza.

Il nome di Leonardo Gesualdo e la pista della vendetta

Nelle carte emerge con forza il nome di Leonardo Gesualdo, ex latitante catturato lo scorso anno, indicato come esponente della batteria rivale Moretti-Pellegrino-Lanza.

Francavilla riferisce agli investigatori che Daniele Barbaro considerava Gesualdo il responsabile dell’omicidio di Scrocco. Un convincimento che, secondo il collaboratore, derivava da dinamiche interne ai gruppi criminali foggiani e da rapporti con familiari e affiliati.

“Lo sanno perché lui sicuramente si parlava con i familiari fuori”, dichiara Francavilla durante l’interrogatorio.

Nei verbali viene ricostruito anche un precedente episodio di sangue: il tentato omicidio di Vincenzo “Capantica” Pellegrino, attribuito ad Alessandro Scrocco. Un fatto che, secondo Francavilla, avrebbe alimentato la spirale di vendette.

La “squadretta” per prendersi Foggia

Uno dei passaggi più pesanti contenuti negli atti riguarda la nascita di un gruppo criminale che, secondo Francavilla, si sarebbe formato dopo l’uscita dal carcere di alcuni soggetti vicini alle batterie mafiose foggiane.

“Questo ragazzo quando sono usciti hanno fatto una formazione con Ciro Spinelli, Ivan Narciso, si erano fatti una squadretta”, racconta.

Alla domanda della pm Manganelli su quale fosse l’obiettivo del gruppo, Francavilla risponde senza esitazioni: “Per prendersi Foggia”.

Nelle dichiarazioni emerge il ruolo dell’aspirante boss Daniele Barbaro, descritto come vicino al gruppo riconducibile allo stesso Francavilla e inizialmente legato a Francesco Sinesi.

“Barbaro inizialmente stava vicino a Francesco Sinesi, poi come al solito vengono abbandonati e voleva stare con me”, mette ancora a verbale Francavilla.

L’omicidio di Salvatore Prencipe al Cep

Le stesse carte giudiziarie collegano le tensioni criminali anche all’omicidio di Salvatore Prencipe, ucciso nel maggio 2023 al quartiere Cep di Foggia, in viale Kennedy.

Nel corso dell’interrogatorio i magistrati chiedono esplicitamente a Francavilla informazioni sull’omicidio Prencipe.

“Penso che sia la stessa mano di Scrocco… di Narciso”, risponde il pentito riferendosi anche al tentato omicidio di Ivan Narciso dell’ottobre 2022 in viale Europa. Anche per questa vicenda, infatti, la DDA sta concentrando le attenzioni sul “vavoso” Gesualdo che, se tutto fosse confermato, avrebbe terrorizzato Foggia a colpi d’arma da fuoco durante i suoi circa cinque anni di latitanza. L’uomo, fedelissimo dei Moretti, venne sorpreso nel sonno e arrestato il 7 ottobre 2025 in un rifugio al Salice, borgata alla periferia del capoluogo dauno.

Le dichiarazioni di Matteo Pettinicchio

A confermare il quadro delineato da Francavilla ci sono anche le dichiarazioni di Matteo Pettinicchio, ex numero due del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, ascoltato il 18 aprile 2025.

Anche Pettinicchio parla apertamente dei propositi vendicativi di Daniele Barbaro nei confronti di Gesualdo. “Voleva ammazzare Gesualdo”, dichiara il collaboratore ai magistrati.

Pettinicchio racconta che Barbaro avrebbe trascorso gran parte della propria vita in carcere e che, una volta uscito dall’istituto di Saluzzo, sarebbe stato arrestato praticamente subito.

“Quando uscì Daniele lo arrestarono, appena sceso dal treno”, riferisce.

Secondo Pettinicchio, Giuseppe Francavilla avrebbe anche cercato di mandare Barbaro da lui una volta terminata la detenzione, descrivendolo come un soggetto “a disposizione per fare azioni”.

Il collaboratore ricostruisce inoltre il clima di forte tensione seguito all’assassinio di Scrocco, spiegando che Daniele Barbaro voleva vendicare lo zio e che il nome indicato come bersaglio era quello di Leonardo Gesualdo.

Le nuove dinamiche criminali foggiane

Le dichiarazioni contenute negli atti restituiscono il quadro di una mafia foggiana attraversata da alleanze mutevoli, vendette trasversali e nuove aggregazioni criminali nate dopo scarcerazioni e omicidi eccellenti.

I verbali fanno emergere un contesto nel quale gli omicidi di Alessandro Scrocco e Salvatore Prencipe non vengono considerati episodi isolati ma tasselli di una più ampia guerra interna tra batterie rivali.

Un mosaico investigativo ancora al centro degli approfondimenti della Direzione distrettuale antimafia di Bari e delle forze dell’ordine.

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Tags: Alessandro ScroccoCepcriminalità organizzataDaniele BarbaroDda BariFoggiaGiuseppe Francavillaleonardo gesualdoMafia foggianaMatteo Pettinicchioomicidio scroccoProcura di Barisalvatore prencipeviale Kennedy
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