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Home - Mafia foggiana brutale, fucilata in pieno volto per il boss Prencipe. Nella notte stub e perquisizioni

Mafia foggiana brutale, fucilata in pieno volto per il boss Prencipe. Nella notte stub e perquisizioni

Di Francesco Pesante
21 Maggio 2023
in Cronaca
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Sembrava in ascesa ma qualcuno avrebbe fermato sul nascere il progetto espansionistico del clan mafioso foggiano Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese. Alla luce delle detenzioni dei boss dei Moretti e dei Sinesi-Francavilla, la batteria di Trisciuoglio pareva essere quella con più potere in città grazie allo stato di libertà di alcuni elementi apicali. Negli ultimi mesi, però, killer ignoti hanno ucciso Agostino Corvino, ammazzato brutalmente il 3 novembre 2022, giorno del suo cinquantesimo compleanno. Corvino era nipote di Raffaele Tolonese alias “Rafanill”, uno dei capi del clan e nome storico della malavita foggiana.

Ieri, invece, è stato giustiziato Salvatore Prencipe, 59 anni, detto “Piede veloce” (in foto), altro nome di punta della criminalità locale che sembrava essere uscito dal giro dopo la sua scarcerazione nel 2015. L’altro capomafia, Federico Trisciuoglio alias “Enrichetto lo Zoppo”, è invece deceduto a ottobre 2022 dopo una lunga malattia.

Ieri sera, attorno alle 21 in viale Kennedy, quartiere Cep alla periferia di Foggia, a due passi da una caserma dei carabinieri, è toccato a Prencipe, ucciso con due colpi di fucile mentre si trovava nella sua auto nei pressi della propria abitazione.

Nelle scorse ore sono stati eseguiti cinque esami dello stub ed altrettante perquisizioni nell’ambito delle indagini per far luce sull’omicidio. Nel mirino alcuni pregiudicati appartenenti alle batterie criminali rivali: Moretti e Sinesi-Francavilla. Il boss era appena uscito dalla sua abitazione in viale Kennedy, dove viveva con la mamma; era fermo in auto quando un sicario lo ha raggiunto a piedi ed ha sparato due fucilate: la prima si è infranta contro il parabrezza colpendolo al torace, la seconda invece in pieno volto. Subito dopo il killer si è allontanato a bordo di una Fiat Grande Punto guidata da un complice. L’auto è stata ritrovata bruciata poco dopo in via Sprecacenere. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti sul luogo dell’agguato anche tra i residenti, hanno consentito di ricostruire la dinamica del fatto.

Il precedente agguato e l’ultima detenzione

Nel lontano 1999 il boss Prencipe scampò già ad un agguato: la sera del 21 settembre si trovava ai tavolini di un bar di via Fania insieme a Federico Trisciuoglio e Leonardo “Pastina” Piserchia quando un commando, forse composto da calabresi, sparò all’impazzata verso i tre pregiudicati. L’unico a morire fu un povero innocente, l’anziano Matteo Di Candia che in quel momento stava festeggiando il suo onomastico. Solo lievi ferite per Trisciuoglio e Prencipe, scampati miracolosamente alla morte. Piserchia venne invece ucciso un mese dopo, sempre a Foggia. Negli anni a seguire, Prencipe venne coinvolto in alcuni blitz di rilievo tra i quali “Double Edge” e “Poseidon”.

È stato detenuto dall’agosto 2004 quando fu arrestato dalla polizia in un appartamento dopo una breve latitanza per essere sfuggito al blitz “Poseidon” del giugno precedente. Doveva scontare una condanna definitiva a 13 anni e 6 mesi per traffico di droga e tentata estorsione. Il suo nome comparve anche nel maxi processo “Panunzio” degli anni ’90 che per la prima volta sancì la mafiosità dei clan foggiani. Venne condannato a 3 anni e 6 mesi per associazione mafiosa. Era tornato libero nel 2015.

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Tags: omicidio salvatore prencipe
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