L’aumento dell’addizionale IRPEF regionale per far fronte al disavanzo della sanità pugliese accende il dibattito anche tra le professioni sanitarie. A intervenire è l’Ordine dei Fisioterapisti della provincia di Foggia attraverso il presidente Giulio Conticelli, che in una nota critica la gestione della sanità regionale e chiede un maggiore coinvolgimento delle competenze tecniche nei processi decisionali.
Secondo Conticelli, la crisi del sistema sanitario pugliese non può essere affrontata esclusivamente attraverso nuove entrate fiscali, ma richiede una profonda revisione organizzativa e gestionale.
“Le criticità esistono da anni”
Nel documento, il presidente dell’OFI Foggia elenca una serie di problematiche strutturali che, a suo giudizio, hanno contribuito nel tempo al deterioramento del sistema sanitario regionale: liste d’attesa, eccessivo ricorso alle esternalizzazioni, inefficienze amministrative, frammentazione gestionale, sprechi logistici, difficoltà della medicina territoriale e pressione crescente sui servizi.
“Problematiche che i professionisti sanitari vivono quotidianamente sul campo”, sottolinea Conticelli, evidenziando come le risposte debbano nascere “da competenze tecniche, esperienza clinica e programmazione multidisciplinare”.
“Ordini professionali mai realmente ascoltati”
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda il mancato coinvolgimento degli Ordini professionali nelle scelte strategiche della sanità pugliese.
“La politica sanitaria degli ultimi anni, durante la gestione del presidente Michele Emiliano, ha portato la sanità pugliese a un disavanzo che supera i 300 milioni di euro”, afferma Conticelli, aggiungendo che gli Ordini “non sono mai stati realmente ascoltati”.
Il presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti richiama anche le aspettative legate alla nuova guida regionale. “Il presidente Antonio Decaro aveva annunciato una necessaria discontinuità rispetto al passato”, osserva, “ma ad oggi fatichiamo a vedere concretamente questo cambiamento sia nel metodo sia nella risoluzione dei problemi strutturali”.
“L’aumento IRPEF non era l’unica strada”
Pur riconoscendo che l’aumento dell’IRPEF rappresenti una soluzione rapida per evitare il rischio di un piano di rientro o di un commissariamento sanitario, Conticelli ritiene che questa scelta sarebbe dovuta arrivare solo dopo un vero percorso di efficientamento e revisione organizzativa.
“Non era l’unica strada percorribile”, sostiene il presidente OFI Foggia, secondo cui sarebbe stato necessario avviare prima un confronto concreto con le professioni sanitarie e con le competenze presenti all’interno del sistema regionale.
“Più competenze tecniche e meno gestione politica”
Nel documento si insiste sulla necessità di un cambio di metodo nella governance sanitaria pugliese. “Le nomine strategiche e le riorganizzazioni dei servizi dovrebbero essere orientate principalmente da criteri di competenza, esperienza e conoscenza reale dei bisogni assistenziali”, si legge nella nota.
Conticelli rivendica inoltre il ruolo che fisioterapisti e professioni sanitarie possono svolgere soprattutto nella riabilitazione territoriale, nella gestione della cronicità, nella prevenzione della disabilità e nella presa in carico multidisciplinare dei pazienti.
La richiesta di un tavolo permanente
L’Ordine dei Fisioterapisti della provincia di Foggia conclude ribadendo la disponibilità a partecipare a tavoli permanenti di confronto con la Regione Puglia, affinché le professioni sanitarie possano contribuire “in maniera attiva, concreta e realmente ascoltata” alla programmazione futura della sanità regionale.











