“Il patriarcato non è reato, in assenza di prove concrete di maltrattamenti”. È il principio emerso dalla sentenza pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Foggia, Gabriele Marasco, che ha assolto i coniugi Ardian Halili e Merita Halili dall’accusa di maltrattamenti nei confronti della nuora, Ermenita Halili.
La decisione è arrivata al termine di un lungo dibattimento, nel quale la procura aveva chiesto la condanna di entrambi gli imputati a un anno e sei mesi di reclusione ciascuno.
L’assoluzione “perché il fatto non sussiste”
Nel dispositivo della sentenza, il giudice ha assolto i due imputati “perché il fatto non sussiste”. Secondo quanto riferito dal difensore dei coniugi, l’avvocato Michele Sodrio, durante il processo sarebbe emerso che Ardian Halili avrebbe avuto “un atteggiamento da padre-padrone”, ma ciò non sarebbe stato sufficiente, in assenza di elementi concreti e provati di maltrattamenti, per configurare un reato penale. “La mia tesi difensiva era che l’atteggiamento patriarcale di per sé non può essere considerato un delitto, se non ci sono prove di evidenti e sicuri maltrattamenti”, ha spiegato il legale.
Le accuse iniziali e il trasferimento della donna
La vicenda era nata dalle denunce presentate da Ermenita Halili, che aveva accusato i suoceri di comportamenti vessatori all’interno del contesto familiare. Dopo la denuncia, la donna era stata trasferita insieme ai due figli in una casa protetta e attualmente vive a Roma. Nel procedimento si era costituita parte civile, assistita da un legale di un centro antiviolenza della Capitale, chiedendo anch’essa la condanna degli imputati.
La posizione della Procura
Nel corso del processo, il vice procuratore onorario Gianluca Petti aveva chiesto la condanna dei due coniugi a un anno e sei mesi di reclusione ciascuno. La difesa, invece, aveva insistito sull’assenza di prove sufficienti per dimostrare il reato contestato, chiedendo l’assoluzione piena poi accolta dal giudice.
L’avvocato: “Patriarcato fenomeno sociale, non penale”
Commentando la sentenza, l’avvocato Sodrio ha parlato di “decisione giusta ed equilibrata”. “Di sicuro il patriarcato è un atteggiamento arcaico ed esecrabile, ma va ricondotto a fenomeno sociale e non penale”, ha dichiarato. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro trenta giorni.










