Sul futuro di ATAF e sull’affidamento “in house” del trasporto pubblico locale interviene il consigliere comunale Francesco Strippoli, che punta il dito contro ritardi procedurali, criticità amministrative e presunte leggerezze istituzionali nel percorso avviato dal Comune di Foggia e dalla Regione Puglia. Un intervento lungo e articolato, quello del consigliere, che prova a fare chiarezza su una vicenda diventata sempre più complessa e al centro del dibattito politico cittadino.
“I cittadini meritano chiarezza”
Strippoli parte da un concetto preciso: il trasporto pubblico deve restare al servizio dei cittadini e non trasformarsi in terreno di propaganda politica. “I cittadini devono restare il principale punto di riferimento di quest’aula”, afferma. “Sono loro che meritano trasparenza, serietà e soprattutto un servizio pubblico efficiente”. Secondo il consigliere, il vero nodo della questione riguarda la sostenibilità economica dell’operazione. “Il servizio di trasporto pubblico locale non può gravare ulteriormente sulle casse comunali, già messe a dura prova dalle difficoltà economiche e dalle criticità ereditate dalle precedenti gestioni amministrative”.
L’in house “non è uno slogan”
Strippoli chiarisce di non essere contrario all’affidamento diretto ad ATAF, ma invita a non affrontare la questione con superficialità. “L’affidamento in house rappresenta una scelta politica importante, delicata e complessa”, sottolinea. “Non può essere affrontata con slogan. Servono competenze, dati certi e piani economici rigorosi”. Secondo il consigliere, negli ultimi anni molti enti pubblici avrebbero utilizzato l’in house per mantenere un controllo diretto sulle aziende partecipate, senza però garantire automaticamente efficienza o sostenibilità. “Esistono gestioni private efficienti e ottime esperienze pubbliche”, osserva. “Personalmente preferisco una gestione pubblica di ATAF, ma deve poggiare su previsioni economiche serie e credibili”.
Il nodo della Provincia e i ritardi procedurali
Nel mirino del consigliere finisce soprattutto l’iter amministrativo seguito dal Comune. Strippoli ricorda che la Giunta comunale, con una delibera del luglio 2025, aveva espresso l’indirizzo politico favorevole all’in house, demandando però agli uffici competenti le successive verifiche tecniche e amministrative. Ed è proprio qui, secondo il consigliere, che sarebbero emersi i primi errori. “Si è parlato subito di interlocuzioni con la Regione dimenticando un passaggio preliminare essenziale: la richiesta preventiva di delega alla Provincia di Foggia, che oggi rappresenta l’ATO competente”. Per Strippoli il fatto che questa richiesta venga affrontata solo ora rappresenta “un evidente ritardo” e dimostrerebbe che il corretto percorso amministrativo starebbe iniziando soltanto adesso.
Le accuse alla Regione Puglia
Durissime anche le critiche rivolte alla Regione Puglia. Secondo Strippoli, pur in assenza del completamento dell’iter amministrativo, ATAF sarebbe stata inserita nel Piano Triennale dei Servizi come azienda “in house”, cioè esclusa dalle future gare pubbliche. “Una superficialità difficilmente giustificabile”, attacca il consigliere, facendo riferimento alla delibera regionale del 29 ottobre 2025. Una scelta che, a suo dire, avrebbe esposto l’intero procedimento ai possibili rilievi delle autorità di controllo come ART, AGCM e ANAC.
Il rischio dei ricorsi e dei contenziosi
Strippoli ricorda inoltre che sul Piano Triennale regionale pendono già diversi ricorsi al TAR presentati dalle Province di Foggia e Taranto e dalle associazioni di categoria ASSTRA e ANAV. Ricorsi che potrebbero avere conseguenze importanti sull’intero sistema del trasporto pubblico regionale. “L’in house oggi rappresenta una forma residuale rispetto al mercato”, spiega il consigliere. “Non è più una scelta discrezionale libera, ma una soluzione eccezionale che deve essere motivata e documentata in maniera rigorosa”.
“Serve un vero piano industriale”
Nel suo intervento Strippoli insiste anche sulla necessità di verificare la sostenibilità industriale dell’operazione. “Non basta una volontà politica”, osserva. “Servono investimenti, rinnovo della flotta, manutenzione, innovazione tecnologica e qualità del servizio”. Il timore del consigliere è che eventuali squilibri economici di ATAF possano ricadere direttamente sul bilancio comunale e quindi sui cittadini foggiani. “Essere favorevoli all’in house non significa rinunciare ai controlli”, precisa. “Anzi, quando il rischio ricade sul pubblico il livello di responsabilità deve essere massimo”.
“No alla propaganda”
Nelle conclusioni del suo intervento Strippoli invita tutte le forze politiche ad affrontare il tema con prudenza e senso di responsabilità. “Oggi non siamo chiamati a fare propaganda”, dichiara. “Siamo chiamati ad assumerci responsabilità amministrative che avranno effetti per molti anni sul bilancio comunale, sul servizio pubblico e sulla vita quotidiana dei cittadini”. Da qui l’appello finale alla Regione affinché riveda il Piano Triennale dei Servizi e riparta da procedure “giuridicamente corrette”, evitando ulteriori contenziosi e incertezze.










