È la provincia di Foggia quella che registra il numero più alto di morti sul lavoro in Puglia nei primi tre mesi del 2026. A certificarlo è il nuovo report dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, che fotografa una situazione definita preoccupante per l’intera regione.
Secondo i dati diffusi dall’osservatorio, tra gennaio e marzo 2026 nel Foggiano si sono verificati cinque infortuni mortali sul lavoro, quattro in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Dopo Foggia, la provincia con il numero più alto di vittime è Taranto con tre decessi, seguita da Bari con due e Lecce con uno.
Puglia in “zona rossa”
L’analisi elaborata dall’Osservatorio Vega colloca la Puglia nella cosiddetta “zona rossa”, quella che raggruppa le regioni italiane con i più alti livelli di incidenza della mortalità sul lavoro.
A fine marzo 2026, infatti, il rischio di infortunio mortale in Puglia è risultato pari a 8,5 morti per milione di occupati, dato nettamente superiore rispetto alla media nazionale, ferma a 5,7.
Particolarmente critica la situazione proprio nelle province di Foggia e Taranto, entrambe in zona rossa con indici di incidenza rispettivamente pari a 25,7 e 21,2.
Oltre seimila denunce di infortunio
Il report evidenzia inoltre che in Puglia, nei primi tre mesi dell’anno, sono state registrate complessivamente 6.012 denunce di infortunio sul lavoro.
Di queste, 2.131 riguardano lavoratrici donne e 3.881 lavoratori uomini.
Numeri che confermano, secondo l’Osservatorio, la diffusione del fenomeno e la necessità di rafforzare controlli, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Rossato: “Quadro peggiorato rispetto al 2025”
A commentare i dati è stato il presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, Mauro Rossato, che parla di un peggioramento rispetto allo scorso anno.
“I dati dei primi tre mesi del 2026 restituiscono per la Puglia un quadro che peggiora rispetto al 2025, con 14 infortuni mortali e un incremento del 16,7%”, ha dichiarato.
Secondo Rossato, a destare particolare preoccupazione sarebbe soprattutto la forte differenza interna tra i territori pugliesi.
“Foggia e Taranto restano su livelli di rischio molto elevati”, sottolinea il presidente dell’Osservatorio.
Rossato richiama inoltre l’attenzione sull’alto numero complessivo di incidenti denunciati: “Oltre 6.000 infortuni nei primi tre mesi dell’anno ricordano quanto il fenomeno sia ancora diffuso”.









