Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 23 maggio e, probabilmente, avrebbe festeggiato ancora una volta nella sua amata San Menaio, circondato dagli amici di sempre, tra il rumore del mare, una moto parcheggiata poco distante e le sue immancabili matite. Un’immagine viva, quasi familiare, quella evocata da Michele Angelicchio nel ricordo dedicato ad Andrea Pazienza, uno dei più grandi artisti e fumettisti italiani di sempre.
A Vico del Gargano, così come in tante altre città italiane, il nome di Pazienza continua a vivere attraverso eventi, mostre e iniziative editoriali che ne celebrano il talento e l’eredità artistica. E proprio dal Gargano arriva un omaggio intenso e personale, affidato alle parole di Francesca Maiorano, artista e fumettista dell’Accademia di Belle Arti di Brera, conosciuta con il nome d’arte “Red Cinnamoon”.
Il ricordo di Francesca Maiorano: “Andrea uno di noi”
Nel testo scritto per l’occasione, Francesca Maiorano ripercorre non soltanto il percorso artistico di Pazienza, ma soprattutto la sua dimensione umana, quella più autentica e fragile.
“Fra poco meno di due settimane un grande artista, definito la rock star del fumetto italiano, avrebbe compiuto gli anni”, scrive. Un ricordo che parte dalle grandi mostre organizzate dal MAXXI dell’Aquila e di Roma – “La matematica del segno” e “Non si muore mai” – per arrivare a un concetto centrale: dietro ogni opera esiste una persona, con le sue emozioni, inquietudini e sensibilità.
Per l’artista foggiana, il legame tra Pazienza e San Menaio rappresenta qualcosa di indissolubile. “Quello che molti chiamano semplicemente mare, io invece lo chiamo casa: San Menaio”, racconta. Ed è proprio lì che Andrea Pazienza è cresciuto, correndo in moto, vivendo le estati garganiche, ridendo con gli amici che ancora oggi lo ricordano con affetto.
San Menaio custode silenziosa della memoria di Pazienza
Nel racconto emerge tutta la forza evocativa di San Menaio, descritta come un luogo capace di custodire ancora oggi le tracce silenziose dell’artista. La spiaggia, il mare, la pineta e il lungomare dedicato a Pazienza diventano spazi della memoria collettiva.
“Andrea è uno di noi alla fine. O quantomeno mi piace pensarlo”, scrive Francesca Maiorano. Un’affermazione che restituisce il senso di appartenenza che ancora oggi il Gargano prova verso l’autore di personaggi diventati iconici nella storia del fumetto italiano.
L’artista riflette anche sulla dimensione più intima di Pazienza, interrogandosi sui suoi momenti di sconforto, sulle paure e sui dubbi che potevano accompagnarlo davanti a un foglio bianco. “Per quanto gli vogliamo attribuire l’aggettivo di genio, anche lui era umano come tutti noi”.
“Andrea Pazienza non morirà mai”
Nelle righe finali del suo testo, Francesca Maiorano affida alla memoria collettiva il compito di mantenere vivo il ricordo di Pazienza.
“Andrea Pazienza non morirà mai”, scrive, riprendendo idealmente il titolo della mostra romana “Non si muore mai”. Perché il suo sorriso, la sua arte e la sua sensibilità continuano ancora oggi a parlare a intere generazioni di artisti, lettori e appassionati.
“Anch’io sono un’artista”, conclude. “Certo non potrò mai essere come Andrea, nessuno potrà esserlo, ma se riuscirò anche solo ad emozionare e ispirare una persona, come ha fatto lui, allora ne sarà valsa la pena”.
Parole che trasformano il ricordo di Andrea Pazienza in qualcosa di ancora profondamente vivo, sospeso tra nostalgia, arte e identità territoriale.










