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Home - Mafia garganica, la sentenza “Omnia Nostra” ai raggi X: non sono mancate le sorprese

Mafia garganica, la sentenza “Omnia Nostra” ai raggi X: non sono mancate le sorprese

Dal provvedimento del Tribunale di Foggia il quadro completo: circa 180 anni di condanne, 24 anni a Matteo Lombardi contro i 30 chiesti, 12 anni e 6 mesi a Scirpoli. Clamoroso il caso Perdonò: oltre 13 anni a fronte di una richiesta di appena 2

Di Francesco Pesante
1 Maggio 2026
in Cronaca, Gargano
Scirpoli e La Torre

Scirpoli e La Torre

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A distanza di un giorno dalla sentenza del processo “Omnia Nostra”, arrivano nuovi dettagli dal dispositivo del Tribunale di Foggia che consentono di leggere più a fondo l’esito del maxi procedimento contro il clan Lombardi-Scirpoli-La Torre.

Il collegio della prima sezione penale ha inflitto complessivamente condanne per circa 180 anni di carcere, un monte pene significativo ma comunque inferiore rispetto agli oltre 240 anni richiesti dalla Direzione distrettuale antimafia. Motivazioni entro 90 giorni.

Le condanne principali: Lombardi e Scirpoli sotto le richieste

Tra le posizioni più rilevanti, quella di Matteo Lombardi, per il quale la DDA aveva chiesto 30 anni: il Tribunale ha inflitto una condanna a 24 anni di reclusione.

Per Francesco Scirpoli, invece, a fronte di una richiesta di 19 anni, la pena è stata fissata a 12 anni e 6 mesi per mafia e favoreggiamento, ma niente reati fine. Una riduzione sensibile rispetto all’impianto accusatorio, pur mantenendo una cornice di responsabilità pesante.

Condanna significativa anche per Michele Lombardi, figlio di Matteo, che incassa 11 anni e 10 mesi, mentre Pietro La Torre viene condannato a 30 anni di reclusione, la pena più alta del processo.

La “batosta” Perdonò e le altre posizioni

Particolarmente rilevante il caso di Massimo Perdonò: per lui l’accusa aveva chiesto appena 2 anni e 4 mesi, ma il Tribunale ha rideterminato la pena in oltre 13 anni di reclusione, tenendo conto anche di precedenti condanne già definitive. Una decisione che rappresenta uno degli scostamenti più evidenti rispetto alle richieste della procura.

Nel dispositivo emergono anche numerose altre condanne, tra cui quelle per Gaetano Vessio (oltre 9 anni), Bruno Renzulli (8 anni), Hechmi Hdiouech (11 anni e 6 mesi) e Catello Lista (10 anni e 6 mesi), oltre a diversi imputati con pene comprese tra i 3 e gli 8 anni.

Assoluzioni, non luogo a procedere e risarcimenti

Il Tribunale ha inoltre disposto alcune assoluzioni e dichiarazioni di non doversi procedere, tra cui quelle per Pietro La Torre e Francesco Scirpoli limitatamente ad alcuni capi di imputazione.

Sul fronte civile, i giudici hanno riconosciuto i danni alle parti civili – tra cui Ministero dell’Interno, Regione Puglia e diversi Comuni del Gargano – rinviando la quantificazione a separata sede.

Confische e interdizioni

Il dispositivo dispone anche confische patrimoniali rilevanti, in particolare nei confronti di Pietro La Torre, Michele Lombardi e Matteo Lombardi, con beni immobili, conti correnti e veicoli sottoposti a misura.

Per diversi imputati sono state inoltre applicate misure accessorie come l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, oltre alla libertà vigilata una volta scontata la pena.

Confisca dell’intero patrimonio aziendale della Marittica Soc. Coop. arl. un tempo riconducibile a Michele Lombardi mentre è stata disposta la revoca del sequestro e la restituzione all’avente diritto dell’intero patrimonio aziendale relativo a WOJTIYLA Soc. Coop. e la revoca del sequestro e la restituzione all’avente diritto di tutti i beni sequestrati nei confronti di Sebastiano Gibilisco (assolto), comprese le quote riconducibili allo stesso dei patrimoni aziendali di PRIMO PESCA srl e di ITTICA SA sr.

Un quadro complessivo ridimensionato ma pesante

Il quadro che emerge dal dispositivo è quello di un impianto accusatorio in parte ridimensionato sul piano delle pene, ma comunque confermato nella sostanza, con condanne importanti per i principali esponenti del clan.

Una sentenza che segna un passaggio cruciale nella lotta alla criminalità organizzata sul Gargano, ma che lascia aperto il confronto tra accusa e difesa in vista dei successivi gradi di giudizio.

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Tags: clan Lombardi-Scirpoli-La Torrecriminalità organizzataDdaFrancesco ScirpoligarganoMassimo PerdonòMatteo Lombardiomnia nostraPietro La TorreTribunale di Foggia
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