Import agroalimentari in crescita e allarme per il Made in Puglia. È quanto denuncia Coldiretti Puglia, che segnala come nel 2025 le importazioni abbiano raggiunto i 3 miliardi di euro, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente. Una quota significativa, circa la metà, riguarda cereali come il grano e l’olio, con effetti diretti sul mercato locale e sui redditi degli agricoltori.
Boom di importazioni: grano e olio in testa
Secondo l’analisi basata su dati Ismea, il flusso di prodotti agroalimentari stranieri continua a crescere e a incidere sul sistema produttivo pugliese. Ogni giorno, camion carichi di merci attraversano i confini europei, in particolare dal Brennero, per raggiungere supermercati e tavole italiane. Una dinamica che, secondo Coldiretti, avviene spesso senza una chiara indicazione dell’origine dei prodotti, creando confusione tra i consumatori.
Ortofrutta straniera sugli scaffali
Non solo grano e olio. L’invasione riguarda anche l’ortofrutta, con prodotti provenienti da Paesi extraeuropei come Egitto e Sud Africa. Carciofi, uva e agrumi arrivano in quantità sempre maggiori e vengono spesso venduti a prezzi inferiori rispetto a quelli locali. Un fenomeno che rischia di alterare la concorrenza e mettere in difficoltà le aziende agricole pugliesi.
Mozzarella e burrata: il nodo delle cagliate estere
Particolarmente delicato è il tema dei prodotti trasformati. Coldiretti evidenzia come ogni anno arrivino in Italia circa 150mila tonnellate di cagliate, utilizzate per produrre mozzarella e burrata. Di queste, il 90% passa dal Brennero. Una volta lavorate, queste materie prime possono essere vendute come prodotti italiani, pur avendo origine estera. Un meccanismo che, secondo l’associazione, rischia di ingannare i consumatori.
Latte e prosciutti: numeri elevati
Il fenomeno riguarda anche altri comparti. Fino all’80% del latte liquido importato, pari a circa 1,1 milioni di tonnellate, entra in Italia attraverso il Brennero. A questo si aggiungono circa 560mila tonnellate di prosciutti freschi stranieri, oltre a grandi quantità di grano, patate, olio e derivati del pomodoro.
Coldiretti: “Serve trasparenza sull’origine”
“La mancanza di trasparenza sull’origine degli alimenti danneggia i produttori pugliesi e inganna i consumatori”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Sulla stessa linea Pietro Piccioni, direttore regionale, che chiede una revisione delle norme europee: “È necessario superare le attuali regole che consentono di ‘italianizzare’ prodotti stranieri con lavorazioni minime”.
Etichette e regole europee nel mirino
Nonostante alcuni progressi, resta ancora senza indicazione di origine una vasta gamma di prodotti: pane, biscotti, piatti pronti e alimenti serviti nella ristorazione. import agroalimentari Puglia, Coldiretti Puglia, Made in Puglia, grano importato, olio estero, mozzarella italiana, cagliate estere, Brennero, etichetta origine, agricoltura PugliaSecondo Coldiretti, la soluzione passa da una riforma del codice doganale europeo e dall’obbligo di etichettatura chiara per tutti i prodotti alimentari, per tutelare il lavoro delle imprese agricole e garantire trasparenza ai consumatori.









