Diventa definitiva la condanna per Francesco Da Bellonio, 40 anni, di Cerignola, riconosciuto colpevole di detenzione e porto di armi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, confermando così quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio. L’uomo è noto da tempo agli inquirenti, protagonista anche pochi giorni fa di un video che lo ritrae mentre aggredisce un operatore ecologico in una via di Cerignola. Un filmato divenuto presto virale sui social.
Confermata la condanna di appello
La Suprema Corte ha ritenuto corretto l’impianto della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bari l’11 aprile 2025, che aveva a sua volta confermato la decisione del gup del Tribunale di Foggia del febbraio 2024.
All’imputato era stata inflitta una pena di 1 anno e 10 mesi di reclusione, oltre a 3.100 euro di multa, con il riconoscimento della continuazione tra i reati e la riduzione per il rito abbreviato.
Ricorso respinto: “Motivi generici e non fondati”
Il ricorso presentato in Cassazione si basava su un unico motivo, con cui la difesa contestava la mancata concessione delle attenuanti generiche, lamentando errori nell’applicazione della legge e carenze nella motivazione.
La Cassazione ha però ritenuto le doglianze “aspecifiche e assertive”, sottolineando come i giudici di merito abbiano fornito una motivazione coerente e priva di vizi logici o giuridici.
Pesano precedenti e atteggiamento processuale
Nel rigettare il ricorso, i giudici hanno evidenziato l’assenza di elementi positivi tali da giustificare il riconoscimento delle attenuanti generiche.
In particolare, è stata valutata negativamente la condotta processuale dell’imputato, ritenuta non collaborativa, oltre alla gravità dei precedenti penali a suo carico.
Condanna anche alle spese e alla Cassa delle ammende
Con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, Da Bellonio è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3mila euro in favore della Cassa delle ammende.
La decisione, adottata il 9 aprile 2026, chiude definitivamente il procedimento giudiziario.











