La Regione Puglia mette in campo nuove misure per contrastare il caporalato e offrire alternative concrete ai lavoratori agricoli migranti. È stato pubblicato un avviso da 364mila euro per attivare 95 tirocini destinati a cittadini stranieri, vittime o potenziali vittime di sfruttamento, regolarmente residenti in provincia di Foggia.
Un’alternativa al lavoro agricolo sfruttato
L’iniziativa nasce nell’ambito del programma Su.Pr.Eme.2 e punta a costruire percorsi professionali alternativi al lavoro stagionale agricolo a basso costo, spesso legato a fenomeni di caporalato.
Attraverso tirocini extracurriculari, i beneficiari potranno acquisire nuove competenze e qualifiche, favorendo il passaggio verso altri settori produttivi.
Il contesto della Capitanata
La misura prende le mosse da un dato consolidato: in Puglia, e in particolare nella provincia di Foggia, molti lavoratori stranieri sono impiegati nel comparto agricolo a bassa qualificazione, con un alto rischio di sfruttamento.
Una condizione che si accompagna spesso a situazioni di marginalità sociale, con residenze in insediamenti informali e lontani dai centri urbani.
Come funzionano i tirocini
L’avviso si rivolge agli enti del Terzo settore, chiamati a selezionare i partecipanti e le imprese ospitanti, oltre a seguire i percorsi formativi della durata di quattro mesi.
L’obiettivo è favorire l’inserimento lavorativo stabile: si stima che almeno il 35% dei tirocinanti possa essere assunto al termine dell’esperienza.
Il ruolo dei servizi pubblici
A supporto del progetto ci saranno anche il Polo sociale di Foggia del programma Su.Pr.Eme. e Arpal, attraverso i centri per l’impiego, che si occuperanno di orientamento, profilazione e mediazione linguistica e culturale.
Le parole di Silvia Miglietta
“Questo avviso punta a costruire un’alternativa di lavoro e di vita per i lavoratori migranti”, spiega l’assessora regionale Silvia Miglietta, sottolineando come il rafforzamento delle competenze rappresenti uno strumento fondamentale per ampliare le opportunità.
L’obiettivo più ampio, aggiunge, è sottrarre manodopera alle reti dello sfruttamento e dell’intermediazione illecita, contrastando un fenomeno ancora diffuso.
Scadenze e durata
Le domande potranno essere presentate entro il 25 maggio, mentre i progetti avranno una durata massima di 30 mesi.
Una misura sperimentale che punta a incidere su uno dei nodi più complessi del territorio, tra lavoro, diritti e inclusione.













