La violenza tra i minori cambia volto e diventa più preoccupante. A lanciare l’allarme è Erminia Contini, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Minorili, intervenuta a Foggia durante una due giorni dedicata al tema della devianza giovanile, con un focus particolare sulla realtà della Capitanata.
Un’aggressività diversa e più pericolosa
Secondo quanto emerso, il fenomeno non riguarda solo l’aumento dei reati, ma soprattutto la loro natura. “È cambiato molto il tipo di aggressività, così come la violenza che utilizzano questi ragazzi e la mancanza di empatia”, ha spiegato Contini, sottolineando come oggi si registrino comportamenti più estremi e meno controllati.
Un segnale che preoccupa gli addetti ai lavori e che richiama episodi recenti di cronaca, come il caso del 13enne che a Bergamo ha accoltellato la propria insegnante senza mostrare alcuna preoccupazione per le conseguenze del gesto.
Prevenzione carente e strutture insufficienti
Alla base del problema, secondo l’Unione Camere Minorili, ci sono gravi carenze nel sistema di prevenzione. “Le carenze sono tantissime. Partiamo dalla prevenzione, che è auspicabile in tutti i territori, ma non è così”, ha evidenziato la presidente.
Altro nodo critico è la mancanza di strutture adeguate per accogliere e seguire i ragazzi in difficoltà. Le comunità educative risultano insufficienti, mentre anche il sistema sanitario fatica a gestire situazioni complesse legate a disturbi psichici.
“Ci sono patologie anche molto gravi e strutture non in grado di intervenire”, ha aggiunto Contini.
La necessità di fare rete
Di fronte a questo scenario, la soluzione indicata è quella di un lavoro condiviso tra tutte le agenzie educative. Scuola, famiglie e istituzioni devono collaborare per creare percorsi alternativi e spazi di crescita per i giovani.
“Dobbiamo tutti cercare di fare rete, cercare per loro degli spazi”, ha sottolineato.
Il carcere come ultima opzione
Un punto fermo riguarda il ruolo degli istituti penali per minorenni, che – secondo l’Unione – devono rappresentare solo l’estrema ratio. “Devono essere veramente l’ultima spiaggia”, ha ribadito Contini, richiamando i principi della Convenzione Onu che indicano la repressione come ultimo strumento.
L’incontro di Foggia si inserisce in un’indagine nazionale avviata dall’Unione Camere Minorili per analizzare il fenomeno e individuare strategie più efficaci di intervento.
Un lavoro che parte da un dato ormai evidente: la violenza giovanile sta cambiando e richiede risposte nuove, prima che diventi emergenza strutturale.








