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Home - “Manfredonia non è terra di conquista”, le associazioni replicano a Energas: “Non siamo noi i catastrofisti”

“Manfredonia non è terra di conquista”, le associazioni replicano a Energas: “Non siamo noi i catastrofisti”

Di redazione
5 Dicembre 2015
in Lettere
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Botta e risposta tra Energas e Caons (Comitato Associazioni Operanti nel Sociale) di Manfredonia. L’habitat marino del golfo sipontino sarebbe seriamente in pericolo nel caso venisse realizzato il deposito gpl? L’azienda napoletana, giorni fa, ha risposto seccata all’intervento del gruppo di associazioni. Una replica che oggi trova la risposta dello stesso Caons attraverso una lettera indirizzata all’ufficio stampa dell’Energas e al presidente Menale Diamante.

Facendo seguito ad un intervento, in verità non molto rispettoso e neppure firmato, precisiamo solo alcuni particolari che pare non siano stati affatto recepiti. Il CAONS è un comitato di associazioni (più di 20), operanti nel sociale e distribuite sul territorio garganico e in Capitanata. Ognuna di esse è ben individuata e quattro operano a livello nazionale. I nostri soci, alla base dei rapporti con gli altri, pongono sempre la correttezza, la buona educazione e il rispetto. Siamo stati accusati di “catastrofismo”.

allegato n. 2 bisSi sappia, a scanso di equivoci, che noi abbiamo riportato solo ciò che è emerso da ricerche e quanto asserito da vari esperti con l’indicazione dei nomi e dei luoghi, per cui tutti possono controllare quanto affermato nei nostri documenti. Ne abbiamo fatti parecchi. Chissà perché, carissimo presidente, fino ad oggi abbiamo avuto solo un interlocutore sordo. Forse perché questa volta è stato toccato il mondo della pesca? A Porto Viro, dove esiste un rigassificatore di GNL (che è diverso dal GPL, lo sappiamo, ma che utilizza lo stesso sistema di scambio termico, così come quello previsto a Manfredonia), c’è stata, finora, una riduzione della pesca con la perdita delle giornate lavorative. Inoltre, si sono verificate strane morie di delfini e tartarughe. Ancora, vogliamo far riflettere sul fatto che accusando noi di fantasie, in effetti si afferma che i pescatori del Veneto e del nord Emilia Romagna sono dei visionari.

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Forse l’Energas non è al corrente di questo grave problema. Pertanto si consiglia di leggere l’interpellanza inoltrata alla Commissione europea dall’euro deputato Andrea Zanoni nel 2013. Per quanto riguarda l’effetto termico dell’acqua che viene rigettata in mare con una temperatura di circa 1°, abbiamo riportato cose evidenziate dallo studio del WWF con nomi e cognomi di esperti di grido che hanno partecipato all’elaborazione di tale studio (Cfr. il documento di approfondimento del Comitato scientifico WWF Trieste del 4 ottobre 2011, in particolar modo il paragrafo 10 che recita testualmente “A prescindere dagli aspetti legati alla sicurezza, alla salute ed alla tutela del paesaggio che la realizzazione degli impianti di rigassificazione potrebbe comportare e qualsiasi sia la tipologia di impianto previsto – onshore, offshore, FSRU, nave rigassificatrice – al fine di preservare gli habitat marini vanno precauzionalmente adottati in tutta Italia schemi di funzionamento diversi da quelli “a circuito aperto”).

Immagine 066

allegato n. 2 spiriticchioNon abbiamo alcuna intenzione di scontrarci con nessuno, però non permettiamo a chicchessia di arrogarsi la funzione dei salvatori della patria portandoci lavoro e civiltà. Se qualche manfredoniano si è lasciato lusingare dalle promesse, non si deve credere che la nostra è terra di conquista con una popolazione poco acculturata, in cui basta trovare qualche collaborazionista per fare quello che si vuole. Chi mette in discussione che le navi gasiere non rispettano tutte le leggi e le norme della navigazione sul trasporto del gas? Noi non contestiamo le navi. Il nostro lavoro è rivolto al rischio legato a quel tipo di attività. E la vostra attività, così come stabilisce la Seveso III, è “a rischio di incidente rilevante”. Questo vogliamo che sia capito. Caro presidente, non vogliamo essere presi in giro. In data 28 ottobre 2013 sul “Mattino” e sul “Nuovo Quotidiano di Puglia” è stato pubblicato dall’Energas S.p.A. l’avviso per portare la popolazione a conoscenza del progetto del deposito di GPL da installare a S. Spiriticchio. Noi abbiamo intervistato la quasi totalità delle edicole e punti vendita di quotidiani ed è emersa la seguente situazione: “Il Mattino” viene distribuito a Manfredonia solo nei mesi estivi (luglio e agosto) e in totale, tra tutti i punti vendita, arrivano da 6 (sei) a 8 (otto) copie giornaliere.

“Il Nuovo Quotidiano di Puglia” non viene affatto distribuito. Adesso vi dichiarate disponibili a dare informazioni. Non ne abbiamo bisogno. Caro presidente, i cittadini di Manfredonia, consapevoli delle esperienze trascorse, hanno preso piena coscienza dei rischi derivanti da quegli impianti che volete propinare ad ogni costo ricorrendo ai trucchi per non informare e a intimidire (cfr. lettera fatta pervenire il 16 settembre 2015 ai consiglieri comunali alla vigilia del consiglio che ha deliberato in merito). Si sappia che l’area di S. Spiriticchio (“priva di pregio ambientale”), così come da voi dichiarato), risulta essere, invece, un importante sito archeologico su cui è doveroso promuovere, da parte vostra una campagna di saggi di archeologia preventiva con strumenti idonei per portare alla luce quanto è ancora recuperabile. Non siamo “beceri catastrofisti”. Catastrofisti sono quelli che distruggono, deturpano il paesaggio, seminando zizzanie e creando spaccature sociali. Noi vogliamo solo essere padroni del nostro territorio e svilupparlo secondo le nostre vocazioni ed interessi. Non devono essere gli altri ad imporci quanto non è di loro pertinenza.

Per il Caons, ingegner Matteo Starace

Tags: CaonsDiamante MenaleenergasManfredoniaSpiriticchio
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