“Supportare i ‘caregiver invisibili’, ovvero gli adolescenti figli di pazienti, è uno dei principali obiettivi di un progetto promosso per dare sostegno, aiuto e ascolto a chi, molto spesso, pur non avendo una malattia oncoematologica, subisce le stesse conseguenze, sotto l’aspetto emotivo, perché la propria vita viene stravolta”. Lo ha detto il presidente di Ail Foggia (associazione italiana contro le leucemie, mieloma e linfoma) Celestino Ferrandina nel presentare, in occasione della manifestazione ‘uova di Pasqua Ail’ il progetto di gruppi di supporto psicologico dedicati agli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 18 anni, ai giovani adulti tra i 18 e i 25 anni in remissione di malattia, ai caregiver di pazienti oncoematologici in età pediatrica e ad adolescenti figli di pazienti oncoematologici.
“Intendiamo ampliare l’offerta assistenziale ai pazienti e alle loro famiglie, nell’ottica della cura e attenzione che è la nostra mission da 32 anni sul territorio di tutta la provincia di Foggia” conclude Ferrandina. Il progetto è stato pensato dalla psicologa Simona Padalino, che da alcuni anni segue un progetto di psiconcologia rivolto ai pazienti e ai loro caregiver.
“Il progetto – spiega Padalino – accende i riflettori sulla fase della remissione, spesso percepita come il traguardo finale nel percorso di cura. Tornare alla normalità non è un processo automatico. Il servizio si distingue per la sua capillarità territoriale, puntando a coinvolgere l’intera provincia di Foggia”. (Ansa)









