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Home - Comune di Foggia, scontro sul piano opere pubbliche: “143 milioni solo sulla carta, città ferma”

Comune di Foggia, scontro sul piano opere pubbliche: “143 milioni solo sulla carta, città ferma”

Il centrodestra attacca la giunta Episcopo: progetti bloccati, cantieri fantasma e tasse alte. “Serve un cambio di passo”

Di Antonella Soccio
20 Marzo 2026
in Foggia, Immediato TV, Politica
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69 interventi previsti per opere pubbliche pari ad oltre 143 milioni di euro per dimensione economica. Il centrodestra unito in conferenza ha smontato quanto annunciato dall’amministrazione Episcopo per il Piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Foggia.

“Quello che avete visto è una maggioranza che a turno si è alzata per demolire quello che hanno realizzato – ha detto in esordio Raffaele Di Mauro -. Il luogo di maggior critica viene dai banchi della maggioranza. Questa crisi non solo è ancora in atto ma sta prendendo sembianze abnormi”.

“Di fronte ad una amministrazione inerte, noi in maniera coesa stiamo cercando di rispondere e di dare risposte valide per la città. Abbiamo una visione alternativa”, ha osservato il capogruppo dei meloniani Claudio Amorese.
“Vogliamo essere collettori delle istanze dei cittadini e anche dei consiglieri che si sentono traditi – ha proseguito -. Viene raccontata una realtà distorta, i consiglieri di maggioranza sono stati tutti critici. L’Housing sociale è fermo, fermo il Piano casa, il Pug, pums, il codice del commercio. Anche sulle manutenzioni c’è ambiguità: oggi i lavoratori del verde pubblico hanno annunciato uno sciopero, perché nonostante i proclami sul verde non c’è stato il passaggio da part time a full time. I lavoratori chiedevano un aumento di ore che non c’è stato. Questo dà la cifra di come l’amministrazione risolva i problemi”.

Secondo Amorese quasi tutti i fondi per finanziamenti in opere pubbliche sono rinvenienti dal centrodestra o dai commissari prefettizi.
Anche i 75 milioni di euro sulle scuole, hanno ribadito gli eletti, ma sono “solo schede tecniche”.
“Le aree mercatali, il mercato Rosati e il Venerdì sono abbandonati. Abbiamo fatto una proposta emblematica, alla luce del grande avanzo di amministrazione abbiamo proposto un abbassamento delle tasse, ma la maggioranza ha votato no, che è un no alla cittadinanza. Intanto il fondo contenzioso è aumentato a 20 milioni di euro, con la spada di Damocle dell’Amica, ci saremmo aspettati una transazione, ma la curatela fallimentare proviene da membri di questa stessa maggioranza”.
Amara la sua chiosa: “Non lo immaginiamo neanche più un cambio di passo. Questa amministrazione non può più andare avanti perché non dà risposte alla città”.

Gino Fusco dal suo canto ha presentato il caso concreto delle strutture di Via D’Addedda, finanziate nel 2019: la casa rifugio per le vittime di violenza per un importo di 700mila euro e la Casa per minori per 450mila euro. Tutti e due gli appalti erano stati vinti dall’impresa Aleasya Costruzioni, poi raggiunta da una interdittiva antimafia.
“I lavori erano già arrivati al 90 per cento e per legge l’appalto può andare avanti, la stessa azienda aveva anche lavori alla Pascoli. Non sono mai stati pagati. Peccato che poi la società vinca il ricorso contro la prefettura. Quelle strutture non sono mai state consegnate, ma sono vigilate per 17mila euro al mese”.

“I 143 milioni stanno solo sulla carta perché sono legati a schede progettuali. Nel 2026 se ne dovranno spendere 133 milioni”, è stato il commento di Pasquale Cataneo giunto in conferenza con le sue immancabili slides.
“Il bocciodromo della Villa costerà 3 milioni, Croci Nord è costato 500mila euro in meno. C’è ancora una volta il mancato completamento del  raccordo dell’orbitale nel piano, laddove invece c’è la realizzazione di una stazione di posta per 1,1 milione da un bene confiscato alla mafia per 9 posti letto, ogni posto letto vale 120mila euro. La visione è guercia”.
Gli eletti hanno anche polemizzato sulla scelta di candidare per la rigenerazione urbana delle piazze come Piazza San Francesco e Maria Grazia Barone messe molto meglio rispetto a Piazza Padre Pio o Piazza Aldo Moro o Piazza Puglia.
Stanno avendo tempi biblici i lavori previsti dal Cis Capitanata del primo governo Conte, con il quale si erano finanziati Masseria Giardino, l’ex distretto e il mercato ortofrutticolo.
Anche le rotatorie di Viale Fortore previste non sono altro, per Cataneo, che i risultati di vecchie programmazioni inserite nei lavori di riqualificazione del quartiere fieristico fermi da più di due lustri.

Ha dedicato il suo intervento alla sicurezza Pasquale Rignanese. Il meloniano Maurizio Accettulli ha ripercorso la storia di Piazza Padre Pio, Piazza Puglia e Piazza Aldo Moro ignorate dal piano.
“L’assessore Galasso mi aveva rassicurato che Piazza Padre Pio sarebbe stata inserita e invece vive nel più totale abbandono e degrado. Tutte promesse disattese. Dobbiamo partire dall’ascolto della comunità. Piazza Padre Pio è sempre stata un punto di aggregazione di famiglie e giovani. Era un set fotografico per matrimoni e eventi ed era valorizzata dalla statua del santo. Nasce nel 1970. Erano state promesse anche le telecamere ma invece abbiamo avuto solo parole, parole parole. Foggia merita di più. I suoi luoghi simboli oggi sono dimenticati a loro stessi“.

Ha concentrato il suo focus sulle aree economiche la vicepresidente del Consiglio, Concetta Soragnese. Non solo il mancato ampliamento della zona ASI, tutta la città aspetta delle misure attivate anche dal Comune che possano riaprire delle occasioni di fiscalità di vantaggio. “Vorrei aggiungere una riflessione sui 69 interventi citati dall’assessore Galasso. Sono progettualità regionali e nazionali, eppure Foggia è sempre stato un territorio definito crocevia, aperto verso l’esterno. Ci stiamo chiudendo non solo perché non partecipiamo a progettualità e stiamo togliendo ai nostri ragazzi il loro futuro. La zona ASI, la Fiera, il villaggio artigiani? Dove sono? Le imprese e l’economia sono il motore economico per i nostri giovani. Va bene insistere su strade e ciclabili, ma serve una programmazione più alta. Verranno riasfaltate 120 strade, scelte su un codice rosso. Ma quali sono i requisiti? I criteri ci ha detto l’assessore sono opinabili”.

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Tags: centrodestracomune di foggiaFoggiaMaria Aida Episcopoopere pubblichepolemicaPoliticaUrbanistica
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