Si arricchisce di nuovi elementi il procedimento giudiziario legato alla fuga e alla latitanza di Marco Raduano. Nell’udienza tenutasi a Nuoro, l’ex boss del Gargano – oggi collaboratore di giustizia – ha fornito ulteriori dettagli sui presunti fiancheggiatori che lo avrebbero aiutato durante l’evasione dal carcere e nei mesi successivi.
Il processo riguarda due imputati accusati di aver favorito la fuga dal penitenziario di Badu ‘e Carros, da cui Raduano riuscì a evadere nel 2023, dando il via a una latitanza che si è sviluppata tra Sardegna e Corsica.
La testimonianza in videoconferenza
Collegato in videoconferenza e sotto stretta sorveglianza dei carabinieri, Raduano è comparso di spalle e con il volto coperto. Nel corso della deposizione ha ricostruito le fasi dell’evasione e i movimenti successivi, fornendo una versione dettagliata degli spostamenti e dei contatti avuti durante la fuga.
Un racconto che, secondo gli inquirenti, contribuisce a delineare con maggiore precisione la rete di supporto che avrebbe reso possibile la latitanza.
Nuovi nomi tra i presunti fiancheggiatori
Elemento centrale dell’udienza è stata l’indicazione di ulteriori nominativi. L’ex boss ha infatti ampliato l’elenco delle persone che, a suo dire, lo avrebbero aiutato, aggiungendo nuovi nomi rispetto a quelli già emersi nei primi interrogatori successivi alla cattura.
Dichiarazioni che ora dovranno essere verificate e che potrebbero aprire nuovi filoni investigativi.
La confessione sull’omicidio in Corsica
Nel corso dell’intervento, Raduano ha anche confessato l’omicidio di un ristoratore avvenuto in Corsica durante il periodo di latitanza. Un passaggio che potrebbe avere sviluppi rilevanti anche sul piano internazionale, coinvolgendo le autorità francesi.
Il contesto della fuga
L’evasione dal carcere di Badu ‘e Carros, avvenuta nel 2023, aveva suscitato grande clamore per le modalità con cui fu portata a termine e per il profilo del detenuto, considerato figura di spicco della criminalità organizzata garganica.
Oggi, con la scelta di collaborare con la giustizia, le dichiarazioni di Raduano stanno contribuendo a ricostruire non solo la rete dei fiancheggiatori, ma anche episodi criminali rimasti finora nell’ombra.
Il procedimento proseguirà nelle prossime settimane, mentre gli inquirenti valutano la portata delle nuove rivelazioni emerse in aula.










