Si è svolto a Foggia, domenica 8 marzo, un presidio organizzato dalle associazioni studentesche UdS e UdU-Link Foggia in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne. Alla manifestazione hanno partecipato anche altre realtà associative del territorio, tra cui Impegno Donna, Cgil e Uisp, che hanno preso parte agli interventi e al confronto pubblico sui temi dei diritti civili e delle politiche di genere.
Durante il presidio sono stati affrontati diversi argomenti, dal contrasto alle discriminazioni di genere alla difesa dei diritti delle donne, fino alla critica alle attuali politiche governative. Al centro del dibattito anche il disegno di legge Bongiorno, definito dalle associazioni promotrici come un possibile arretramento sul piano giuridico e culturale.
Educazione sessuo-affettiva nelle scuole
Nel corso degli interventi è stata evidenziata anche la necessità di introdurre percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Secondo Samuele Delli Carri, referente di UdS Foggia, la mancanza di formazione su questi temi rappresenta una lacuna importante nel sistema educativo. “Collettivamente i cittadini italiani, se non forse del mondo, non hanno ancora capito cosa vuol dire la parola femminismo. Per molti è una questione che riguarda solo le donne, ma dovremmo esserlo tutti”, ha dichiarato.
Gli studenti chiedono che questi percorsi formativi non restino attività extracurricolari, ma diventino parte integrante dell’offerta educativa delle scuole.
Critiche al ddl Bongiorno
Nel corso della manifestazione è stato affrontato anche il tema del disegno di legge Bongiorno, oggetto di forti critiche da parte dei promotori del presidio.
Secondo gli organizzatori, la proposta normativa rischierebbe di intervenire sul tema del consenso in modo problematico, in un contesto culturale già segnato da difficoltà nel riconoscimento dei diritti delle donne.
“Non è una semplice modifica legislativa, ma un dispositivo politico che interviene sul terreno del consenso”, ha affermato Delli Carri.
La proposta del codice anti-molestie
In risposta a questa situazione, gli studenti propongono l’introduzione di un codice anti-molestie che definisca in modo chiaro cosa si intende per molestie e discriminazioni, stabilendo obblighi e strumenti di tutela per le donne.
Secondo le associazioni coinvolte, iniziative come quella organizzata l’8 marzo rappresentano un momento importante di sensibilizzazione e mobilitazione per promuovere maggiore consapevolezza sui diritti delle donne e sulle politiche di contrasto alla violenza e alle discriminazioni.










