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Home - Bar Italia, dall’Honduras a Roseto Valfortore: Pietro Riccio e la cultura del caffè che parte dall’origine

Bar Italia, dall’Honduras a Roseto Valfortore: Pietro Riccio e la cultura del caffè che parte dall’origine

Il titolare dello storico locale ha partecipato a un campus formativo guidato da Andrej Godina: dalla raccolta nelle piantagioni alle sessioni di cupping, un percorso che rafforza la qualità in tazza e il valore dei “cinque minuti” al bar

Di Redazione
3 Marzo 2026
in Cultura&Società, Lucera e Monti Dauni
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Per il Bar Italia di Roseto Valfortore il caffè non è una semplice abitudine quotidiana, ma un gesto che racchiude cultura, studio e consapevolezza. È con questa visione che Pietro Riccio, titolare dello storico locale, ha preso parte dall’11 al 19 febbraio a un campus formativo in Honduras guidato da Andrej Godina, tra i maggiori esperti italiani del settore.

Un’esperienza immersiva e altamente tecnica che ha rappresentato un ulteriore tassello di crescita professionale, rafforzando un approccio sempre più attento alla filiera, alla qualità e al valore umano che si cela dietro ogni tazzina.

Un viaggio nelle piantagioni di arabica

Durante il percorso in Centro America, Riccio ha vissuto in prima persona ogni fase della produzione del caffè, a partire dalla raccolta manuale delle ciliegie mature nei territori più vocati alla coltivazione di arabica. Un lavoro meticoloso, che richiede competenza e attenzione, e che costituisce il primo passo verso una tazza di qualità.

Il campus ha approfondito anche i processi di lavorazione, fermentazione ed essiccazione, evidenziando quanto la cura del dettaglio incida sul risultato finale. Dalla selezione delle drupe fino alla trasformazione del chicco verde, ogni fase contribuisce a definire il profilo sensoriale del caffè.

Non sono mancati momenti di analisi tecnica e sessioni di cupping professionale, strumenti fondamentali per collegare il lavoro in piantagione alle caratteristiche aromatiche che il consumatore ritrova in tazza.

Il significato dei “cinque minuti” al bar

L’esperienza in Honduras ha consolidato una convinzione che Riccio porta avanti da tempo: il caffè rappresenta uno dei pochi momenti della giornata che ciascuno dedica a sé stesso. I “cinque minuti” al bancone diventano così uno spazio di benessere, un rituale personale che accompagna il risveglio, scandisce le pause di lavoro e favorisce l’incontro.

Dietro quel gesto semplice esiste un mondo fatto di ricerca, studio e passione. Dalla piantagione fino alla macchina espresso, ogni passaggio è il frutto di competenze e scelte consapevoli. È questa attenzione alla qualità che il titolare del Bar Italia continua a trasferire nel suo lavoro quotidiano, trasformando una pausa in un’esperienza autentica.

Formazione continua e qualità per la comunità

Il percorso formativo rappresenta un passo significativo verso una professionalità sempre più completa, orientata alla conoscenza dell’intera filiera e all’eccellenza del servizio. Per il Bar Italia, investire nella formazione significa migliorare costantemente la proposta offerta alla comunità di Roseto Valfortore.

Il viaggio in Honduras non è stato soltanto un aggiornamento tecnico, ma un’esperienza capace di arricchire l’identità del locale. Perché dietro ogni tazzina, anche quella consumata in pochi minuti, c’è un percorso lungo migliaia di chilometri e il lavoro di professionisti che scelgono di puntare sulla qualità.

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Tags: Andrej GodinaBar Italiacaffècultura del caffèformazioneHondurasPietro RiccioRoseto Valfortore
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