Si complica il percorso per l’incarico di consulente giuridico che la Regione Puglia intende affidare a Michele Emiliano. La richiesta di autorizzazione inviata a gennaio al Consiglio superiore della magistratura – lo riporta la gazzetta del mezzogiorno – è stata ritenuta inadeguata e non sottoponibile al vaglio della commissione competente. Nei giorni scorsi da Palazzo dei Marescialli è partita una richiesta formale all’esecutivo guidato da Antonio Decaro affinché l’istanza venga sostanzialmente riscritta.
Il nodo del “fuori ruolo”
Al centro della questione c’è la modalità individuata dalla Regione. La proposta prevedeva che Emiliano fosse collocato “fuori ruolo”, con una consulenza retribuita direttamente dalla giunta regionale. Tuttavia, questa soluzione non sarebbe praticabile: il magistrato fuori ruolo, infatti, viene retribuito dal Ministero della Giustizia e non dall’ente presso cui presta servizio.
Da qui la necessità di una nuova formulazione della richiesta. Tra le ipotesi interpretative, Emiliano potrebbe svolgere l’incarico andando in aspettativa, soluzione che cambierebbe l’inquadramento giuridico e supererebbe le criticità sollevate dal Csm.
I tempi e la posizione del Csm
La I Commissione del Csm, competente per le autorizzazioni relative agli incarichi extragiudiziari dei magistrati, non si è riunita negli ultimi giorni anche a causa di impegni istituzionali, tra cui l’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola superiore della magistratura a Napoli alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
Al momento non risulta ancora pervenuta una nuova istanza riformulata dalla Regione, ma non si esclude che entro la prossima settimana possano arrivare novità.
Emiliano in una fase di transizione
Dal 7 gennaio, giorno della proclamazione del nuovo presidente della Regione Puglia, Emiliano si trova in una situazione di sospensione. Non essendo stato eletto né nominato assessore, il magistrato barese è oggi davanti a un bivio: tornare pienamente alla funzione giudiziaria oppure proseguire una collaborazione con la Regione fornendo pareri giuridici e indirizzi su dossier delicati come Ilva, Pnrr e Sanità.
In queste settimane Emiliano è intervenuto più volte nel dibattito pubblico, esprimendo la propria contrarietà alla riforma della giustizia promossa dal governo Meloni-Nordio. “Attraverso la riduzione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura – ha dichiarato – si replica lo stesso lavoro delle destre di tutto il mondo. Questa è la partita”.
Resta ora da capire se la nuova richiesta della Regione supererà i rilievi tecnici del Csm e quale sarà la scelta definitiva dell’ex governatore.












