La Camera di Commercio di Foggia sollecitata da Unioncamere ha presentato una roadmap per le imprese per illustrare le opportunità delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e della transizione energetica.
Le CER sono associazioni tra cittadini, imprese, enti pubblici o realtà locali che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile (principalmente da fotovoltaico). L’obiettivo è ridurre i costi dell’energia, favorire l’autoconsumo locale, incentivare la transizione energetica e generare benefici ambientali, economici e sociali.
Il presidente camerale Pino Di Carlo ha evidenziato quello che ogni imprenditore vive quotidianamente in Italia: bollette salatissime che in alcuni casi, all’indomani del conflitto russo ucraino avevano raggiunto un costo doppio a quello del personale.
“La Cer è uno strumento che potrebbe fare la differenza – ha osservato l’assessore comunale al ramo Giulio de Santis – siamo la prima provincia in Italia per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il costo dell’energia è un costo alto, le politiche del governo non aiutano allo sviluppo dell’economia e a far crescere l’ecologia. Noi produciamo energia per 4 volte superiore a quello di cui abbiamo bisogno. Ci sono momenti in cui le nostre imprese producono energia a profitto zero, bisogna trovare uno strumento affinché il Sud possa avere dei vantaggi per fare sviluppare le imprese. È un discorso che va sviluppato a livello camerale e a livello politico per sollevare in Capitanata quello che fu sollevato in Basilicata per la produzione di shale gas. La Spagna è la nazione che sta crescendo di più grazie alle politiche energetiche. Il prezzo del kilowatt in Spagna è di 0,141 noi siamo invece a 0,23. Tanta roba. Il costo medio per le famiglie in Europa è di 0,28, noi siamo a 0,32”.
Anche da Unioncamere sono arrivati numeri significativi. Dal 2000 il costo dell’energia in Italia è stato nettamente più alto rispetto alla media europea, circa il 17 per cento in più. Una possibile risposta sono le CER, aggregazioni di cittadini, imprese e enti pubblici che consentono un connubio tra risparmio e solidarietà sociale. Aderire o istituire una CER crea connessione, sviluppo e offre un miglioramento della reputazione delle imprese.
Per il GSE le CER in Italia sono 1500, nella provincia di Foggia sono registrate 2 comunità, tra cui la prima in Puglia, quella di Roseto Valfortore fortemente voluta dalla sindaca Lucilla Parisi.
Il geoportale Rse e le aggregazioni danno delle Cer in fase di sviluppo, come quella di Biccari. Sono 6, ancora pochissime, le CER in Italia a partecipazione camerale spinte delle varie Camere.
Importante l’intervento di Michele Macrì è tra i professionisti e divulgatori che hanno contribuito a diffondere conoscenza sulle CER in Italia, approfondendo gli spetti normativi, i modelli giuridici (associazione, cooperativa, consorzio), la sostenibilità economica dei progetti oltre alle opportunità per enti locali e PMI.
Per i cittadini aderenti alla CER si parla spesso di un risparmio netto di circa 150 euro all’anno per almeno 20 anni, laddove invece per i Comuni avviare una CER significa valorizzare gli edifici pubblici e coinvolgere attivamente i cittadini.
Tuttavia non mancano le ombre, sottolineate dalla sindaca Parisi a l’Immediato. “Noi siamo stati la prima comunità energetica in Puglia, abbiamo creduto da sempre, perché ci sono stati dei risvolti positivi per la nostra comunità, abbiamo immediatamente perseguita la norma sulle Cer e nel 2021 abbiamo costituito l’associazione e ci siamo mossi. Le ricadute per i cittadini potrebbero essere tante, ma purtroppo per una serie di piccoli intoppi burocratici e di mancanza di infrastrutture da parte di Enel non possiamo andare avanti. Le cabine elettriche non riescono ad assorbire tutta l’energia prodotta, mancano le reti, quelle che ci sono sono sature”.









