Prosegue in Puglia il piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa varato dalla Giunta regionale il 31 gennaio scorso. Ma dai primi dati emerge un elemento significativo: circa il 30% dei cittadini contattati dalle Asl per anticipare visite ed esami diagnostici ha scelto di non modificare l’appuntamento.
I numeri dei primi quattro giorni
Dal 9 al 12 febbraio le aziende sanitarie locali pugliesi hanno contattato 10.325 persone per proporre l’anticipo di visite ed esami e altre 1.369 per anticipare il ricovero. A queste si aggiungono circa 1.200 persone risultate irreperibili.
Tra coloro che sono stati effettivamente raggiunti nell’ambito dell’azione promossa dal governatore Antonio Decaro, 3.053 cittadini, pari a circa il 30%, hanno rifiutato l’anticipo della prestazione sanitaria. Nel dettaglio, il 64% di loro, cioè 1.981 persone, ha dichiarato di voler confermare la data già fissata. Il 21% ha riferito di aver già effettuato la prestazione in un’altra struttura rispetto a quella in cui risultava in lista d’attesa. Per il 7% la prestazione non era più necessaria, mentre nell’8% dei casi non è stata fornita alcuna motivazione.
I dati sono stati resi noti dalla Regione Puglia al termine della riunione del gruppo di monitoraggio sul recupero delle liste d’attesa, convocata per analizzare le tecniche di valutazione dei risultati nei primi dodici giorni di applicazione del piano.
Oltre 26mila persone già richiamate
Ad oggi, complessivamente, sono state richiamate 26.190 persone: 21.701 per prestazioni specialistiche e 4.489 per ricoveri. Numeri che testimoniano l’ampiezza dell’operazione messa in campo per ridurre i tempi di attesa nel sistema sanitario regionale.
Durante l’incontro è emerso inoltre che alcune Asl sono a buon punto nel recupero delle prestazioni con priorità U e B rispetto al target fissato: 124.320 prestazioni da smaltire entro giugno 2026.
L’appello del Dipartimento Salute
Il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha richiamato tutte le aziende sanitarie alla necessità di lavorare in parallelo su due fronti: da un lato il recupero delle prestazioni arretrate, dall’altro l’erogazione tempestiva delle richieste urgenti e brevi dell’anno in corso. Solo così, è stato sottolineato, sarà possibile rendere strutturali e duraturi i risultati ottenuti con il piano straordinario.
L’attività di verifica dell’appropriatezza prescrittiva proseguirà anche nelle prossime settimane. Nello stesso periodo, infatti, si è registrato un aumento delle richieste di prestazioni con codice U e B, un dato che richiede particolare attenzione per evitare nuove criticità e consolidare i progressi avviati.












