Si è fatta finalmente chiarezza sulla Biblioteca Magna Capitana di Foggia. I lavori attuali valgono oltre 1,3 milioni di euro. Nell’incontro tra il comitato della società civile coordinato da Mario Nobile, l’avvocato Giuseppe Potenza e il docente Luciano Beneduce con la neo assessora regionale alla Cultura Silvia Miglietta, il presidente di Asset, Elio Sannicandro e l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese si è fatta luce sui motivi della chiusura del contenitore culturale regionale.
La riunione al Museo di scienze naturali che da circa 3 anni accoglie anche i dipendenti della biblioteca è stata molto partecipata da studiosi, cittadini e cittadine attivi, membri di gruppi di lettura.
È stato un confronto aperto con una partecipazione collettiva, come ha spiegato Potenza, “per intraprendere una nuova fase caratterizzata dalla trasparenza”.
Quali sono i tempi reali del ritorno tra i libri? Quali servizi saranno garantiti e quali saranno le modalità di riapertura? Queste le domande di tutti i componenti del comitato.
“Sono ormai quasi 3 anni di annunci e continua l’incertezza, noi siamo dell’idea che il nostro obiettivo deve essere quello di riconsegnare questa importante istituzione culturale alla città, la biblioteca è un presidio di conoscenza, diritti e vita collettiva. Quando una biblioteca rimane chiusa si interrompe il respiro culturale di una città, di una provincia e di una regione tutta. Riaprire le biblioteca restituirebbe voce e memoria”, ha rimarcato il legale.
Miglietta è arrivata informata dei fatti. Secondo il suo annuncio, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, il prossimo settembre, il polo bibliotecario foggiano dovrebbe riaprire con piene funzionalità.
“È la seconda volta in tre settimane che sono a Foggia, con la direttrice Gabriella Berardi abbiamo fatto un sopralluogo. Sono rimasta colpita perché alle volte sembra che la burocrazia remi contro le cose belle, gli interessi delle persone. Grazie agli uffici e al presidente Decaro ci siamo attivati per conoscere i dettagli con Asset. La consegna dei lavori è avvenuta, all’interno della biblioteca si sta lavorando. La Puglia ha realizzato e riqualificato tante Biblioteche di comunità. Siamo spesso abituati a subirle le cose, invece il comitato che si è fatto promotore di questa battaglia ha dimostrato che serve animarsi per la città”.
È stato però Raffaele Piemontese a fare la cronistoria di quanto accaduto. Corposo e articolato il racconto dei fatti. “Da cittadino e avendo contribuito ai lavori di riammodernamento della biblioteca e avendo lavorato al passaggio della biblioteca dalla Provincia alla Regione quando ero assessore al Bilancio, mi sembrava che la struttura fosse proiettata a futuri rosei. E invece non è andata così. Poco prima di ferragosto nel 2023 i dipendenti hanno segnalato il mancato funzionamento dell’impianto di rilevazione dei fumi. Si è proceduto con dei lavori di somma urgenza, conclusi nell’ottobre 2023.
Oltre all’impianto di rilevazione dei fumi è servita una progettazione complessiva del sistema anti incendi, ma non c’erano tutti i documenti sugli impianti esistenti. La mancanza di questi elaborati ha fatto sì che si avviasse una ricognizione di tutti gli impianti elettrici della biblioteca. Nel marzo 2024 è stato avviata la redazione del piano di adeguamento consegnato a giugno del 2024. Il comando dei vigili del fuoco ha dovuto esaminare tutto e il parere favorevole con prescrizioni è arrivato nel novembre 2024. Poi è arrivato il progetto esecutivo con le prescrizioni e siamo nel febbraio del 2025. Con l’ok dei vigili del fuoco. Ci sono stati i sopralluoghi congiunti ad aprile e a giugno Asset ha approvato il progetto esecutivo e ha bandito la gara, che è stata aggiudicata a dicembre del 2025, i lavori sono consegnati il 2 febbraio. Questo è l’iter burocratico di quello che è avvenuto. Ci auguriamo per come è stata assegnata la gara che per la prima decade di aprile saranno conclusi i lavori di piano terra e primo piano. Da cittadino foggiano anche io ho vissuto male questa chiusura ma Elio Sannicandro vi spiegherà meglio di me le fasi burocratiche che vanno rispettate per un edificio pubblico. Per noi questo contenitore culturale non è solo un simbolo, ogni giorno studenti, docenti e bambini affollano la biblioteca”.
Dal suo canto Elio Sannicandro ha dovuto stemperare anche le rimostranze di alcuni dipendenti importanti della biblioteca, Annalisa Scillitani e Massimo Mazza funzionario del fondo antico, i quali come un po’ tutti i cittadini si sono chiesti come mai le lacune degli impianti antincendio non siano state riscontrate dall’ingegnere Lelario che si è occupato della riqualificazione del polo divenuto con un nome altisonante Community Library. Perché si è avuta attenzione solo per le poltrone di design e non per la sicurezza del contenitore?
“Abbiamo tentato con la direttrice di fare un piano di emergenza per tenere aperta la biblioteca sopperendo alla mancanza della centrale termica – ha ammesso Sannicandro -, ma gli impianti elettrici non avevano documenti di conformità, le vetrate non avevano le certificazioni, i quadri non erano certificati. I vigili del fuoco non hanno voluto firmare e prendersi delle responsabilità. È stato molto complesso fare ricognizioni, siamo andati in Provincia per le certificazioni e non le abbiamo trovate. Siamo intervenuti ad agosto 2023 con un atto di generosità. Adesso si sta lavorando alla parte tecnica ed elettrica. In aprile apriremo piano terra e primo piano. I lavori che riguardano l’interrato, che non è aperto al pubblico, saranno più lunghi, e serviranno 6 mesi”.









