Nessuna scelta politica né penalizzazioni territoriali, ma esclusivamente l’applicazione di criteri tecnici previsti dall’Avviso pubblico. La Sezione Demanio e Patrimonio del Dipartimento Bilancio, Affari Generali e Infrastrutture della Regione Puglia interviene nel dibattito sugli esiti del bando per la mitigazione dei fenomeni di erosione delle coste basse pugliesi, richiamando quanto già illustrato nella comunicazione degli assessori Raffaele Piemontese e Marina Leuzzi diffusa lunedì scorso.
Criteri oggettivi e valutazione tecnica
L’Avviso, finanziato dal Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, era aperto a tutti i Comuni costieri pugliesi. Diciassette le amministrazioni partecipanti, con progetti sottoposti a una valutazione tecnica basata su criteri oggettivi: livello di rischio, coerenza con le strategie di adattamento climatico, qualità progettuale e immediata cantierabilità degli interventi, in linea con la Priorità 2 “Economia verde” della programmazione europea.
La graduatoria, elaborata da una commissione nominata con determinazione dirigenziale numero 563 del 22 ottobre 2025, ha distinto tre diverse situazioni.
I Comuni finanziati e quelli ammessi
Rientrano tra i progetti finanziati Rodi Garganico e Zapponeta in provincia di Foggia, Massafra in provincia di Taranto e Ostuni in provincia di Brindisi, per un totale di circa 15,9 milioni di euro.
Ammissibili ma non finanziati per esaurimento delle risorse risultano invece Ugento, Lecce e Melendugno. Per Ugento, il cui progetto da circa 4,1 milioni di euro si è collocato immediatamente dopo quelli finanziati, gli uffici regionali hanno notificato la possibilità di procedere con un cofinanziamento comunale oppure di attendere un eventuale incremento delle risorse che consentirebbe lo scorrimento della graduatoria.
I progetti non ammessi e le altre procedure
Non hanno superato la verifica istruttoria o non hanno soddisfatto i requisiti previsti dall’Avviso i Comuni di Cagnano Varano, Lesina, Monopoli, Fasano, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Squinzano, Trepuzzi, Vernole e Torricella.
La Regione ribadisce che “nessun Comune è stato escluso per scelta politica o territoriale” e che gli esiti derivano esclusivamente dall’applicazione delle regole previste dal bando.
L’azione 2.6 del PR Puglia FESR 2021-2027, dedicata al contrasto dell’erosione costiera, si articola inoltre in due sub-azioni: una per le coste alte e una per le coste basse. Per le coste alte si procede tramite procedure negoziali con inserimento dei progetti nella piattaforma ReNDiS, il Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo gestito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
La misura attuale, conclude il Dipartimento, rappresenta solo l’avvio di un percorso strutturato che proseguirà con nuove risorse e ulteriori bandi per la tutela dell’intero litorale pugliese, dal Gargano al Salento.








