La banda armata che lunedì mattina ha assaltato un portavalori sulla statale tra Brindisi e Lecce avrebbe sparato ad altezza d’uomo con la volontà di uccidere. Ne sono convinti gli inquirenti salentini, che alle due persone ammanettate mentre tentavano la fuga dopo il colpo fallito, Giuseppe Iannelli, 38 anni, e Giuseppe Russo, 62 anni, entrambi di Foggia, contestano il reato di tentato omicidio. I due, che non hanno precedenti specifici, sono in carcere in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Iannelli, ex militare del Battaglione paracadutisti Tuscania, e Russo rispondono anche di concorso in rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.
Il brigadiere capo Donato Russo della sezione operativa della compagnia di Campi Salentina ha inseguito uno dei due per oltre un km e mezzo nelle campagne di Squinzano, “faccio le maratone” ha detto ai cronisti dalla sua stanza dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Poi c’è stata la colluttazione nella quale il militare ha riportato la frattura di una costola, una sospetta lesione alla spalla, e escoriazioni al labbro per i pugni ricevuti. “Tra me e me, quando l’ho visto fuggire – spiega – ho pensato: se vuoi metterti a correre, corriamo pure e vediamo dove arriviamo. Sarei arrivato fino a Lecce pur di prenderlo. In quei momenti non pensi a nulla, solo ad assicurarlo alla giustizia e ad arrestarlo. Poi a mente fredda pensi a quello che poteva accadere”. Accanto a lui ci sono colleghi, la moglie Simona e il figlio Cristiano: “Per me papà è un eroe”.
Nell’assalto al blindato il commando, composto da almeno sei persone, ha bloccato la superstrada, ha fatto esplodere un furgone impugnando kalashnikov, ha rapinato una studentessa dell’auto per fuggire e, nel corso dell’inseguimento, ha sparato alcuni colpi contro una gazzella dei carabinieri, fortunatamente senza provocare vittime. Nell’ospedale Vito Fazzi il generale Massimo Masciulli, comandante interregionale carabinieri Ogaden di Napoli, ha fatto visita a Russo come “tributo al coraggio incrollabile, alla professionalità d’acciaio e a quel giuramento di fedeltà che non arretra nemmeno davanti alle raffiche di mitra”. Il generale ha poi voluto incontrare gli altri militari “protagonisti dell’eroico intervento”, i brigadieri Pancrazio Fortunato e Luca Petruzzo della stazione di Cellino San Marco e il vice brigadiere Giuseppe Conte della sezione radiomobile della compagnia di Brindisi. “Rappresentano l’esempio vivente di cosa significhi essere un carabiniere – ha detto -, anteponendo la sicurezza della collettività alla loro stessa vita”. (Ansa)












