“C’è un giorno che ci siamo perduti, come smarrire un anello in un prato e c’era tutto un programma futuro che non abbiamo avverato”.
“C’è tempo”. È partito dallo struggente capolavoro di Ivano Fossati, Cristiano Carriero, storyteller e founder di La Content, ospite del format di orientamento dell’Unifg “La fabbrica delle storie”, per il suo discorso ai ragazzi e alle ragazze del quinto anno di scuola superiore, dedicato al potere delle storie e all’importanza di riconoscere e dare senso alle esperienze personali e formative come strumento per costruire il proprio futuro.
Restare o partire? Cosa scegliere per la propria esistenza nella propria irripetibile e fondamentale età giovane, che è anche “l’età fragile” come insegna il romanzo Premio Strega di qualche anno fa di Donatella Di Pietrantonio?
In un’aula magna di Via Caggese stracolma di studenti e studentesse dei vari istituti scolastici e licei cittadini , la vicerettrice Donatella Curtotti e la delegata all’orientamento Daniela Dato insieme a molti altri interlocutori e a tanti studenti Unifg impegnati nei banchetti hanno illustrato perché conviene scegliere uno dei Dipartimenti dell’Università degli Studi di Foggia anziché partire per altre città universitarie italiane.
L’Open Day è stato pensato per dare voce alle esperienze di docenti e studenti che vivono quotidianamente l’Università. L’obiettivo è avvicinare i futuri iscritti alla comunità accademica attraverso il racconto laboratoriale di storie ed esperienze concrete – anche non convenzionali – che restituiscano il volto autentico dell’Università.
I 7 Dipartimenti (Economia, Giurisprudenza, Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse naturali, Ingegneria, Medicina clinica e sperimentale, Scienze sociali, Scienze mediche e chirurgiche, Studi Umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione) si sono raccontati attraverso le vite vere dei giovani studenti.
L’offerta formativa di Unifg conta 29 corsi di laurea triennale, 19 lauree magistrali, 3 lauree magistrali interateneo e 4 corsi a ciclo unico, ed è dotato di servizi tecnico-amministrativi e bibliotecari d’avanguardia. Ha servizi mensa ormai consolidati dai 75mila pasti erogati ogni anno.
“«Oltre la cattedra» non significa solo dare informazioni ma condividere storie, esperienze, passioni, propositi”, ha dichiarato la delegata e docente Daniela Dato, anima del format.
“Ci può essere il desiderio di vivere fuori e di fare questa esperienza di vita. Ma la scelta non può essere dettata solo da questa dinamica. Il vostro obiettivo è la conoscenza, non allontanatevi dal vostro territorio, non regalate le vostre intelligenze ad altri territori”, ha detto il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Vito Alfonso.
Il rappresentante degli studenti Vincenzo Mundo da poco protagonista come organizzatore della cerimonia del White Coat ha raccontato la sua storia.
“Sono della provincia di Bari. Sono uno dei tanti che ha scelto di studiare a Foggia piuttosto di andare in altre università vicine. Sono all’ultimo anno di Medicina, c’è il test nazionale, ma ho scelto di mettere Foggia come prima scelta perché secondo le indagini Censis ha la qualità della didattica migliore del Mezzogiorno. Era il primo ateneo del Sud d’Italia nel corso di laurea in Medicina quando mi sono iscritto. Oggi è il terzo migliore in Italia come qualità didattica. Voi avete la fortuna di avere uno dei migliori atenei d’Italia sotto casa”, ha detto rivolto a ragazzi e ragazze.
Non manca l’autocritica. “Il territorio della Capitanata è difficile, uscire la sera non è bello, è vero, ma per voi che siete del vostro territorio è importante la presenza dell’università. Solo la conoscenza può cambiare la cultura della violenza”.
Nicola Prussiano studente del Dafne ha scelto Foggia dalla Bat e rifarebbe tutto il suo percorso. Francesca Scarano all’ultimo anno di Medicina, che vuole diventare una cardiochirurga, sottolinea la grande crescita del polo medico, grazie al Deu e alle tante scuole di specializzazione presenti. Anche il tema delle strutture con i vari investimenti in edilizia universitaria sarà presto risolto.
“Restate in queste terre, non abbiamo niente da invidiare agli altri”, è stato il messaggio accorato di Curtotti.









