Il Documento unico di programmazione approvato lunedì in Consiglio comunale finisce nel mirino del Movimento 5 Stelle. A sollevare critiche dure è il consigliere di opposizione Gianluca Totaro, che parla di un atto privo di tempistiche, di una vera visione politica e di una programmazione capace di incidere sullo sviluppo della città.
Secondo Totaro, le criticità riscontrate nel DUP 2025 si ripresentano anche nel nuovo documento, accompagnate da contraddizioni che rendono difficile, se non impossibile, una verifica concreta dell’azione amministrativa.
Obiettivi senza scadenze e impossibilità di controllo politico
Uno degli aspetti più contestati riguarda l’assenza di riferimenti temporali per obiettivi considerati fondamentali. Totaro cita il caso della biblioteca comunale, dove nel documento non compare alcuna indicazione sui tempi necessari per affrontare problemi storici come le barriere architettoniche e altre criticità strutturali.
Il consigliere ricorda come su questi temi fossero state fornite risposte con scadenze precise, “i famosi 60 giorni”, mai rispettate. Una mancanza che, a suo avviso, rischia di trasformare il DUP in un elenco di intenzioni senza impegni reali.
Trasporti e rigenerazione urbana: “Nessuna strategia sull’area stazione”
Totaro denuncia anche l’assenza di una visione politica strategica sui nodi centrali per lo sviluppo di Manfredonia, a partire dai trasporti e dall’assetto urbanistico. Nel documento, sostiene, non vengono affrontate questioni decisive come il collegamento con Foggia e la rigenerazione urbana dell’area stazione.
Un problema che, secondo il Movimento 5 Stelle, penalizza non solo Manfredonia ma l’intero Gargano Sud, considerando l’inadeguatezza del trasporto tra studenti, lavoratori e turisti.
La proposta del tram-treno e l’assenza di atti concreti
In aula, il gruppo ha rilanciato con forza il progetto del tram-treno, indicato come un mezzo moderno e sostenibile capace di circolare su percorsi urbani senza interferenze con il traffico e senza passaggi a livello.
Per Totaro si tratterebbe di un’opportunità concreta per ridare vita a un’area oggi abbandonata e favorire nuovi flussi turistici verso la città e il porto turistico. Ma, nonostante le rassicurazioni ricevute sull’avvio del percorso, a un anno dall’emanazione dei decreti ministeriali necessari, non esisterebbe ancora alcun atto concreto.
Opere incompiute e mancate opportunità di finanziamento
Un altro fronte critico riguarda le opere pubbliche incompiute. Totaro denuncia che anche questa volta la tabella risulta incompleta, senza indicazioni sulle determinazioni dell’amministrazione per strutture come lo stadio Scaloria, il palazzetto polisportivo Scaloria e il ponte tra via Di Vittorio e Lungomare del Sole.
Il consigliere chiede chiarezza sulle intenzioni della maggioranza: completamento, abbandono o assenza di interesse pubblico.
Il tema, sottolinea Totaro, diventa ancora più rilevante alla luce di bandi come Sport e Periferie, ai quali l’amministrazione non avrebbe partecipato, perdendo la possibilità di ottenere fino a 3 milioni sui 5 necessari per una struttura sportiva polivalente.
Il voto contrario del Movimento 5 Stelle
Alla luce di queste criticità, Totaro annuncia il voto contrario del gruppo al Documento unico di programmazione, ritenendo indispensabile che l’amministrazione assuma finalmente posizioni chiare su temi che non possono più essere rinviati.












