L‘Associazione volontari ospedalieri (Avo) del Don Uva di Foggia il prossimo 7 febbraio taglierà il traguardo dei 25 anni di attività. Il Don Uva è una residenza sanitaria in cui ci sono anche un centro riabilitativo per malati di Alzheimer, un centro studi per disturbi cognitivi e demenze, e un hospice per le cure palliative.
Rita Niglio, 68 anni, di Foggia, da 15 anni è nell’associazione di cui, da tre anni, è presidente. “Si riceve più di quello che si dà – dice a proposito del volontariato – cambia la prospettiva di vita. La sofferenza, la solitudine, la malattia stessa aiuta ognuno di noi ad affrontare le proprie difficoltà”. Da 25 anni l’Avo si prende cura di tutti i degenti, instaurando con tutti loro una relazione di cura basata sull’ascolto, sull’empatia e su una comunicazione emozionale, tasselli fondamentali in un percorso terapeutico. “Il mondo del volontariato mi ha sempre affascinato, fin da quando ero giovane. Soprattutto l’universo degli anziani – ricorda Niglio -. Tutto è iniziato in realtà sul finire del 2010 quando mio fratello, volontario presso la stessa associazione, mi invitò a seguire il corso, a provarci. Così da allora mi sono avvicinata a questa realtà, prestando prima attività di volontariato presso il reparto Alzheimer, poi dal 2013 presso l’hospice e dal 2014 entrando a far parte del coro che anima la messa che viene celebrata presso la cappella interna alla struttura”.
Ad oggi l’associazione conta settanta volontari, una squadra che presto potrebbe aumentare. “A marzo partirà il nuovo corso per volontari ospedalieri – sottolinea Niglio –. Abbiamo tantissime richieste soprattutto da parte dei giovani, considerato il lavoro costante fatto nelle scuole dai nostri volontari per cercare di trasmettere loro il senso vero del donare tempo agli altri, soprattutto a chi è in difficoltà”.
Ricco anche il programma dei laboratori. “Abbiamo corsi di disegno, cucina, teatro, musica, cucito itineranti – spiega la volontaria – per tutti i degenti ospiti delle varie strutture. Anche nell’hospice portiamo con delicatezza il laboratorio di musica dolce. Il volontariato è una palestra di vita. Impariamo ad essere una famiglia per gli ammalati e per chi li assiste. Per questo rivolgiamo il nostro appello ad avvicinarsi sempre più a questo mondo speciale”. (Ansa)










