Il nuovo anno si apre con una riflessione che va oltre i confini della cronaca giudiziaria e tocca il senso più profondo dell’impegno civile. Nicola Gratteri, procuratore e volto simbolo della lotta alle mafie, affida a BCC Informa, la rivista della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, un’intervista di inizio anno che intreccia vita professionale, dimensione personale e, soprattutto, un messaggio diretto ai giovani.
Al centro delle sue parole non c’è soltanto il bilancio di un anno complesso, ma la convinzione che la giustizia non sia un tema astratto, bensì una scelta quotidiana. “Scegliete da che parte stare ogni giorno, non per opposizione sterile, ma per fedeltà a ciò che sentite vero”, afferma Gratteri, rivolgendosi a una generazione che definisce viva, curiosa, più sensibile di quanto spesso venga raccontato.
La giustizia e le riforme sotto osservazione
Nel corso dell’intervista, Gratteri torna anche sul tema delle riforme della giustizia, ribadendo una posizione critica già espressa in passato. Non si riconosce come “portavoce del no”, ma rivendica il diritto-dovere di esprimere con chiarezza la propria opinione quando ritiene che una riforma possa indebolire il sistema. Le sue perplessità, già manifestate sulla riforma Cartabia, si estendono oggi a interventi che, a suo giudizio, non migliorano l’efficienza della giustizia e rischiano di incidere sull’equilibrio costituzionale e sull’indipendenza del pubblico ministero.
Dalla televisione alle scuole, parlare ai ragazzi
Il 2025 è stato anche l’anno della televisione, con Lezioni di mafie, il programma condotto insieme ad Antonio Nicaso e Paolo Di Giannantonio. Un’esperienza che Gratteri descrive come intensa e autentica, nata dal desiderio di raccontare temi complessi con un linguaggio accessibile, senza semplificazioni ma anche senza barriere. Parlare agli studenti, del resto, non è una novità per lui: lo fa dal 1989, dedicando a questo impegno gran parte del suo tempo libero.
Accanto alla dimensione pubblica, emerge anche quella privata: il bisogno di silenzio, il piccolo orto di casa come spazio di equilibrio, lontano dai riflettori e dalle tensioni quotidiane di un ruolo complesso.
Tecnologia, mafie e futuro
Nell’intervista trova spazio anche una riflessione sul rapporto tra criminalità organizzata e tecnologia. Se da un lato le mafie sfruttano comunicazioni criptate, identità digitali e nuovi strumenti finanziari, dall’altro le istituzioni possono contare su big data, tracciamenti e intelligenza artificiale. Il futuro, osserva Gratteri, sarà deciso dalla capacità di governare questi strumenti con etica e responsabilità.
Un messaggio che guarda avanti
Il passaggio forse più forte resta quello dedicato ai giovani, incontrati spesso nelle scuole, nelle università, negli eventi pubblici. Gratteri li descrive come attenti, desiderosi di capire, poco inclini ad accontentarsi di risposte facili. A loro affida un invito chiaro: non uniformarsi, non tacere per comodità, avere il coraggio di prendere parola quando è più semplice voltarsi dall’altra parte.
“Voi avete già dentro una forza straordinaria: la forza di immaginare ciò che ancora non c’è”. Un messaggio che chiude l’intervista e che, ancora una volta, sposta il discorso dalla repressione alla responsabilità collettiva, dal presente al futuro.










