Una statua monumentale di Cristo alta 22 metri, posizionata sul Belvedere nei pressi della frazione Montagna, a circa 550 metro di quota, con una vista mozzafiato sulla piana che disegna il golfo adriatico di Manfredonia. Un’opera d’arte con struttura portante in acciaio, con elementi di scurezza moderni, con ascensore interno panoramico e scale, che portano ai balconi di osservazione per i visitatori. Non solo un monumento, ma un punto di riferimento culturale, spirituale e paesaggistico, con forte valenza turistica.
Un sogno? Una chimera? Un miraggio? Tutto e nessuno. Il progetto c’è e ha già riscosso significativi sostegni, come il Touring club Italiano, e un largo plauso entusiasta della gente che ha avuto modo di vedere i rendering e apprezzare le caratteristiche tecniche e spettacolari del progetto. Opera dell’ingegnere locale Michelangelo De Meo, da tempo promotore di iniziative pensate per esaltare la storia e la bellezza dei luoghi.
Non sarebbe peraltro il primo monumento che celebra la figura di Cristo. Sparsi nel mondo ce ne sono tanti e straordinari costruiti in ogni epoca. A cominciare dal più recente, Cristo Salvatore il più alto con i suoi 61 metri, realizzato in Indonesia nel settembre del 2024, che ha scalzato dal primato il Cristo Re (52,5 metri) di Swiebodzin in Polonia, seguito dal Cristo Protettore di Encantado in Brasile, e sempre in Brasile, a Rio de Janeiro, Cristo Redentore, e ancora il Cristo degli Ozarks nell’Arkansas USA, il Cristo Redentore delle Ande cilene/argentine, e per rimanere dalle nostre parti, il Cristo Redentore di Maratea.
Il Cristo del Gargano di De Meo si evidenzia come esempio di arte dinamica per la concezione modernamente espressiva di un sentimento diffuso che trova ampio respiro nella posizione dominante in un largo e suggestivo panorama che si espande a perdita d’occhio. Un segno distintivo di fede e di arte, forte capace di parlare al territorio e al mondo.
Il Gargano non è una terra qualsiasi. È una montagna sacra da secoli, attraversata da pellegrini, monaci, viandanti e marinai. Qui la spiritualità non è mai stata ostentazione, ma presenza discreta, scolpita nella roccia, nei santuari rupestri, nelle abbazie che guardano il mare. In questo solco una statua di Cristo si porrebbe non come attrazione fine a sé stessa, ma come simbolo di accoglienza e protezione. Testimonianza di fede.
Si inserirebbe, potenziando quel concetto di Gargano “montagna sacra”, a mezza strada tra San Michele di Monte Sant’Angelo e San Pio di San Giovanni Rotondo. Una grande statua di Cristo amplierebbe la sacralità dei luoghi per diventare un segno visibile di protezione, accoglienza e dialogo. Come dimostrano le esperienze innanzi ricordate (ma ce ne sono altre decine nel mondo).
E poi, da non trascurare bensì valutare con attenzione, c’è l’aspetto turistico che quella originale installazione attiverebbe. Turismo religioso e culturale, ma anche lento, dei cammini e dei pellegrinaggi. Il Cristo integrato nel paesaggio, non invasivo, paterno, dalle braccia aperte come ad abbracciare il mondo, che reggono due terrazze sulle quali i visitatori potranno avvertire il brivido di sentirsi più vicini al cielo. Essere parte di un percorso naturalistico, dialogare con i cammini micaelici, contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici.
Una poderosa immagine proiettata nel futuro. Una opportunità di pensare in grande. Il Touring club italiano è attivamente impegnato nel sostenere questa iniziativa per valorizzare il patrimonio immateriale e spirituale del Gargano. “Il Cristo del Gargano ideato dall’ingegnere De Meo – evidenzia in una nota – si pone come un pilastro per la rigenerazione ‘human to human’ del territorio: l’opera mira a creare una nuova economia basata sulla spiritualità e sulla bellezza, puntando ad una reale destagionalizzazione”.













