Il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca accompagnato dall’assessore allo sviluppo economico, Matteo Gentile, ha compiuto un sopralluogo al Porto alti fondali per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di recupero e rifunzionalizzazione in atto. A riceverli il direttore di esercizio del porto di Manfredonia, Piero Bianco, assieme al Rup, Paolo Iusco, il direttore dei lavori e il personale del Consorzio Sipontum di Manfredonia, appaltatrice delle opere per le quali c’è un finanziamento di 121 milioni di euro.
Il cordiale e proficuo summit è avvenuto sul luogo dei lavori, il bacino alti fondali. È stato constatato lo stato di avanzamento degli interventi strutturali sulle banchine A1, A2, A3, A4, sul pontile di connessione e naturalmente sul pontile di collegamento. Il sindaco La Marca ha potuto constatare come il cantiere è operante su tutto il porto, le varie attività coordinate, gestite in base a tutta una serie di fattori quali l’approvvigionamento dei materiali, le condizioni meteorologiche, la operatività portuale.
“Il porto non è chiuso” ha chiarito l’assessore Gentile che ha spiegato come “le due attività, quella derivante dal movimento delle navi e l’altra delle opere di rifunzionalizzazione della struttura, agiscano in contemporanea secondo le rispettive esigenze”.
Discorso a parte va fatto per i nastri trasportatori, l’impianto che corre lungo i circa tre chilometri di pontile mai utilizzato e mai collaudato. Una struttura del tutto inutile che dovrà essere smantellata. Al momento è stata eliminata la parte terminale, quella che attraversava le banchine impedendone il normale utilizzo. La demolizione di questo tratto ha fatto parte dell’appalto generale delle opere di rinnovamento del porto. Per il resto si dovrà valutare.
Le azioni in atto sul porto alti fondali detto porto industriale di Manfredonia, progettate dalla Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, della quale il porto di Manfredonia fa parte assieme a quelli di Bari, Brindisi, Monopoli, Barletta, Termoli, costituiscono “un’ opera storica e strategica che prevede interventi radicali che non solo miglioreranno significativamente la sicurezza dello scalo, ma imprimeranno un rilevante impulso alla crescita economica e infrastrutturale di tutto il territorio”.
Un obiettivo che passa attraverso il recupero e la riorganizzazione delle strutture portuali degradate ad una condizione critica per il lungo tempo lasciato privo delle necessarie manutenzioni. I lavori sono finalizzati non solo a conservare l’opera, tramite interventi corticali, di riparazione e di ripristino delle originarie condizioni di protezione delle armature e delle sostituzioni delle stesse, ma anche la contestuale rifunzionalizzazione che sarà ottenuta attuando, in particolare sul pontile di approccio e con modalità diverse anche sulle banchine, provvedimenti che riguardano il consolidamento strutturale degli elementi e il miglioramento del loro comportamento sotto l’azione sismica.
Lo scalo marittimo di Manfredonia si appresta a divenire un hub moderno ed efficiente, un polo logistico e commerciale di rilevanza internazionale. “Ha il potenziale – rileva il sindaco La Marca – per diventare un hub strategico non solo per la Puglia, ma per tutto il sud d’Italia, integrandosi con il sistema logistico e l’area industriale di Manfredonia. Un rilancio della funzionalità portuale valevole altresì a rinsaldare la fiducia nella capacità del nostro porto e del sistema economico di Manfredonia, con ricadute positive per imprese, cittadini, giovani in cerca di opportunità di vita”. Tempi di conclusione delle opere? Entro il 2026, massimo la prima metà del 2027.














